Stampa estera: “Proteste caotiche a Belgrado, gas lacrimogeni e scontri”

I media mondiali hanno riferito della seconda notte di proteste a Belgrado, affermando che la polizia ha lanciato di nuovo gas lacrimogeni contro migliaia di manifestanti riuniti davanti al parlamento serbo e che ci sono dei feriti, tra cui dei leader dell’opposizione.

Nel secondo giorno di proteste per il modo in cui il Presidente serbo Aleksandar Vucic sta gestendo la crisi da coronavirus, la polizia è intervenuta nel centro della città a cavallo e con mezzi blindati per reprimere le proteste, allestire dei cordoni e impedire alla folla di radunarsi di fronte al parlamento.

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In un articolo intitolato “Il leader serbo rinuncia al coprifuoco tra le proteste violente”, l’agenzia “AP” (Associated Press) afferma che le scene di ieri sera dal centro di Belgrado ricordano l’era del defunto tiranno serbo Slobodan Milosevic negli anni ’90, e aggiunge come anche allora spesso scoppiassero degli scontri antigovernativi.

“Sotto l’apparente pressione dei manifestanti, oggi il Presidente ha rinunciato alla sua intenzione di reintrodurre il coprifuoco nel prossimo fine settimana, dicendo che la misura non poteva essere attuata senza dichiarare uno stato di emergenza nel Paese”.

Tuttavia, ciò non ha impedito ai manifestanti di accendere torce e lanciare pietre, nel tentativo di impadronirsi dell’edificio del parlamento.

“Una grande quantità di gas lacrimogeni è stata lanciata in diversi punti. Alcuni manifestanti hanno rovesciato i container e li hanno incendiati, nel tentativo di impedire alla polizia di avvicinarsi”, riferisce l’AP, aggiungendo che scontri ci sono stati anche a Novi Sad.

L’AP afferma che gli oppositori accusano Vučić di contribuire alla crescita del numero di decessi e di nuove infezioni da coronavirus, poiché lui stesso ha revocato troppo presto le misure restrittive.

“Sostengono che lo ha fatto per consolidare il suo potere nelle elezioni parlamentari del 21 giugno. Ma lui nega le accuse”, ha detto l’agenzia, aggiungendo che Vucic ha dichiarato ieri nella conferenza stampa che “dei servizi di intelligence stranieri stanno dietro le proteste della scorsa notte da parte di manifestanti di destra e fascisti”, senza poi specificare di quali servizi si tratti.

La “Reuters” scrive che c’è stato uno scontro tra la polizia e i manifestanti a Belgrado, “nonostante gli avvertimenti che incontri simili potrebbero diffondere il coronavirus”.

“Alcune ore prima delle proteste di oggi, il Presidente Aleksandar Vucic ha invitato le persone a non partecipare alle proteste antigovernative, al fine di evitare un’ulteriore diffusione del virus, e avvertendo che non ci sono più letti liberi negli ospedali”, riferisce “Reuters”.

L’agenzia riferisce inoltre che Vucic ha accusato gruppi di destra e “funzionari dell’intelligence” regionali, di cui non ha fatto il nome, di organizzare rivolte “al fine di minare la posizione serba”.

“Reuters” afferma che ieri sera la maggior parte dei manifestanti indossava delle maschere, al grido “Vucic vattene!”

Anche la “Reuters” aggiunge che ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia a Novi Sad.

“Sebbene Vucic martedì abbia annunciato un nuovo coprifuoco a Belgrado nel fine settimana, oggi ha consigliato al governo e ai funzionari sanitari di non metterlo in atto; successivamente è stato detto che il governo avrebbe annunciato un nuovo set di misure restrittive per giovedì”, riporta la “Reuters”.

L’agenzia ricorda che molti ritengono che le decisioni del governo di consentire le partite di calcio, le cerimonie religiose e le feste, nonché le elezioni parlamentari del 21 giugno, siano alla base della nuova ondata di coronavirus, mentre il governo incolpa di questo la mancanza di disciplina tra i cittadini nel rispettare le norme, soprattutto nei locali notturni.

“Sebbene le proteste non abbiano una chiara leadership, i manifestanti hanno avanzato alcune richieste, tra cui la rimozione dei membri dello staff di crisi COVID-19. L’organo, che comprende la Prima Ministra Ana Brnabic e il Ministro della salute Zlatibor Loncar, aveva introdotto misure draconiane nella prima fase dell’epidemia, per poi abolirle completamente prima delle recenti elezioni parlamentari”, scrive “Deutsche Welle”.

http://rs.n1info.com/Vesti/a617862/Svetski-mediji-o-drugoj-veceri-protesta-u-Beogradu.html

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