Sovvenzioni statali in Serbia solo per le province più ricche

Le città di Belgrado e Novi Sad hanno ottenuto quasi la metà degli incentivi agli investimenti che, a priori, avrebbero dovuto essere destinati alle province meno sviluppate del paese.

Dal 2000 in Serbia sono arrivati 23,7 miliardi di euro di investimenti esteri, mentre solo lo 0,4% è stato investito nelle province sottosviluppate. Negli ultimi due anni, solo 2 su 30 contratti con gli investitori si riferiscono ad investimenti in queste province.

Nel periodo 2014-2016 la Serbia ha erogato sovvenzioni per  incentivi agli investimenti ad aziende di Belgrado e Novi Sad, le due città che appartengono al gruppo dei comuni e delle province più sviluppate in Serbia.

Dall’altra parte, solo il 3,6% delle sovvenzioni sono state dirette per sovvenzionare investitori nei comuni e nelle città sottosviluppate che dovrebbero avere la precedenza, secondo quanto viene comunicato, su dati del Ministero delle Finanze, dalla Coalizione Nazionale per la Decentralizzazione (NKD). 

Secondo i dati dell’Alleanza Nazionale per lo Sviluppo Economico Locale (NALED), nel periodo dal 2000 al 2016, quasi tre quarti del totale degli investimenti esteri sono stati convogliati in queste due città, mentre le province sottosviluppate hanno ottenuto solo lo 0,43% di questo importo. Inoltre, in questo periodo di sedici anni in Serbia sono arrivati almeno 23,7 miliardi di euro di investimenti tramite processi di privatizzazione e ricapitalizzazione, nonché progetti brownfield e greenfield.

Nella relazione della NKD è indicato che la Costituzione della Repubblica di Serbia prescrive l’obbligo dello Stato di “gestire lo sviluppo regionale equilibrato e sostenibile”, mentre la Legge sulle sovvenzioni prescrive che “esse devono essere dirette alle province sottosviluppate con un basso standard di vita ed alta percentuale di disoccupazione”. 

Secondo i dati disponibili, nel periodo dal 2014 al 2016 lo Stato ha stipulato con gli investitori 30 contratti di sovvenzione per un valore totale di 164,1 milioni di euro.  In base a questi contratti nel periodo di 3-5 anni gli investitori sono tenuti a investire 518,19 milioni di euro e ad assumere 21.910 dipendenti a tempo indeterminato.

“Con questi contratti lo Stato ha assicurato le sovvenzioni per 10 investimenti presso cinque autorità locali dove lo stipendio medio è superiore della media sul livello statale e dov’è la più bassa percentuale di disoccupazione. L’importo delle sovvenzioni nei comuni di Belgrado, Novi Sad, Pirot, Stara Pazova e Backa Palanka è di 107,46 milioni di dollari, ricopre cioè il 65,5% del valore totale degli investimenti”, viene indicato nella relazione.

Due di questi trenta contratti si riferiscono ad investimenti nelle province di “interesse particolare”, cioè si tratta degli investimenti “nei grandi centri industriali il cui sviluppo economico avrà un effetto particolare per la Repubblica di Serbia, e che si pongono come obiettivo lo sviluppo regionale equilibrato e la riduzione del tasso di disoccupazione”.

Nella relazione della NKD, che raccoglie 16 organizzazioni non governative di 12 città, è indicato che 3 su 30 contratti si riferiscono a sovvenzioni per gli investimenti in autorità locali che sono definite come “province devastate” – Vladicin Han, Prijepolje e Raca. Il valore totale di queste sovvenzioni è modesto: 5,94 milioni di euro.

“Uno dei problemi maggiori è il fatto che le sovvenzioni statali vengono finanziate dai soldi di tutti i cittadini, mentre vengono donate per l’apertura dei nuovi posti di lavoro a Belgrado. In questo modo, le province povere della Serbia finanziano la creazione di posti di lavoro nella sviluppata Belgrado. Questa situazione non è sostenibile e la politica attuale deve invertire rotta quanto prima, per assicurare uno sviluppo regionale più equilibrato”, sostiene Mladen Jovanovic, il presidente del Consiglio di Amministrazione della NKD.

Jovanovic valuta che le sovvenzioni e gli investimenti sono centralizzati, nonché vengono sfruttati per la propaganda politica. Quando si tratta di investimenti esteri, la politica di questo e dei governi precedenti ha contribuito alla crescita delle differenze tra le province e vari parti del paese.

Inoltre, un problema di particolare rilevanza, come indicano alla NKD, è costituito dal fatto che, anche dopo un decennio dall’introduzione del sistema delle sovvenzioni, non esiste ancora un calcolo preciso dell’assistenza statale, né del suo effetto economico. Una delle ragioni è il fatto che gli investitori oltre alle sovvenzioni per l’occupazione e ai vari incentivi, ottengono gratuitamente anche il terreno, l’infrastruttura e gli stabilimenti, ovvero vengono esenti dal pagamento delle tasse e dei contributi.

Le donazioni delle sovvenzioni erano anche accopagnate da molte irregolarità che finora non sono state chiarite. Nel periodo dal 2006 al 2013 e nel periodo dal 2013 al 2016 il Ministero dell’economia indica che 97 su 304 contratti per sovvenzioni sono stati rescissi, mentre 118 di essi sono ancora nel processo di verifica. La legislazione relativa alle condizioni e al modo per attrarre gli investimenti esteri è cambiata oltre dieci volte, mentre le donazioni degli incentivi statali sono state irregolari e abusate.

(Danas, 31.07.2016)

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