Sondaggio: Balcani occidentali – Ai politici mai così bene, ai cittadini mai così male

Contrariamente ai politici che sostengono che, da quando sono al potere, i cittadini del loro Paese non hanno mai vissuto meglio, gli abitanti dei Balcani occidentali valutano la situazione economica come fortemente instabile e temono che peggiorerà ulteriormente.

La Serbia registra la crescita maggiore di malcontento nel 2025 e il cambiamento più radicale dell’umore in appena un anno rispetto a tutti gli altri Paesi della regione. Tra la popolazione dei Balcani occidentali, i cittadini serbi sono quelli che ripongono meno fiducia nelle istituzioni statali, hanno le valutazioni più negative sul fatto che il benessere della società sia subordinato agli interessi stranieri e temono maggiormente una guerra civile, secondo la ricerca “SecuriMeter 2025“ del Consiglio per la consulenza regionale (RCC).

I balcani vedono il maggior sostegno nella famiglia e negli amici e ripongono meno fiducia nei politici. Cinque anni fa, un terzo degli abitanti dei Balcani occidentali riteneva che la situazione nel proprio Paese fosse relativamente soddisfacente; oggi questa quota è inferiore a un quarto. Il malcontento per la situazione economica e sociale è più marcato in Bosnia ed Erzegovina e in Serbia, secondo “SecuriMeter 2025“.

Va ricordato che questo organismo, che riunisce i Paesi dei Balcani occidentali per rafforzare la cooperazione reciproca e accelerare l’integrazione europea della regione, è stato inserito nell’elenco delle organizzazioni internazionali a cui gli Stati Uniti hanno sospeso nel gennaio di quest’anno il supporto finanziario, con la motivazione che il loro operato sarebbe “contrario agli interessi americani”.

L’RCC ha condotto la ricerca in Albania, Montenegro, Macedonia del Nord, Bosnia ed Erzegovina, Serbia e Kosovo, con l’obiettivo di determinare quanto i cittadini percepiscano la stabilità dei propri Paesi sulla base di diversi fattori chiave e interconnessi: percezione dei progressi economici, fiducia nelle istituzioni, diffusione della corruzione, sicurezza personale, capacità della società di resistere a influenze negative esterne ed evitare conflitti interni.

Contrariamente ai politici che affermano che i cittadini non hanno mai vissuto meglio da quando loro sono al potere, gli abitanti dei Balcani occidentali valutano la situazione economica come estremamente instabile e temono che peggiorerà ulteriormente.

Le cose vanno nella direzione sbagliata

Gli intervistati in tutta la regione sono maggiormente preoccupati per l’enorme aumento dei costi quotidiani e per la crescita dell’inflazione. Gli abitanti dei Balcani occidentali sono insoddisfatti dei salari e delle pensioni, ritengono che il carico fiscale nei loro Paesi sia eccessivo e temono sempre più la perdita del lavoro a causa delle frequenti chiusure di aziende e delle ridotte opportunità di trovarne uno nuovo.

È evidente che negli ultimi cinque anni le valutazioni sulle prospettive dell’economia domestica si sono notevolmente deteriorate. Attualmente, oltre il 45% degli abitanti della regione ritiene che “le cose stiano andando nella direzione sbagliata”, meno di un quarto crede che l’economia locale crescerà, mentre gli altri sono indecisi.

Alcuni risultati differiscono leggermente in Albania e Macedonia del Nord, dove nel 2025 l’ottimismo è leggermente aumentato rispetto agli anni precedenti. La tendenza opposta si registra in Montenegro: dopo il cambio politico alle elezioni parlamentari del 2021, il 62% dei cittadini montenegrini credeva che l’economia domestica avesse buone prospettive di sviluppo, mentre nel 2025 questa convinzione era pienamente o parzialmente condivisa da appena il 27% degli intervistati.

Il pessimismo è più marcato in Bosnia ed Erzegovina, dove quasi il 60% della popolazione non crede in una stabilizzazione delle condizioni economiche, un sentimento costante negli ultimi cinque anni. La percezione pubblica in Serbia sulla situazione economica domestica peggiora significativamente dal 2023, tanto che l’anno scorso oltre il 52% degli intervistati ha valutato la situazione come estremamente negativa. La Serbia registra la crescita maggiore di malcontento nel 2025 e il cambiamento più radicale dell’umore in un solo anno rispetto a tutti gli altri Paesi della regione, secondo la ricerca.

Per quanto riguarda il Kosovo, è indicativo che, rispetto al 2021, l’ottimismo economico sia più che triplicato nel 2022 (quando il 48% dei cittadini credeva nel miglioramento economico), ma lo scorso anno solo il 29% degli intervistati condivideva tale opinione.

Balcani instabili in un mondo instabile

I risultati del 2025 mostrano che gli abitanti dei Balcani occidentali non sono particolarmente convinti delle affermazioni dei loro politici secondo cui il Paese sta affrontando con successo gli shock globali. Al contrario, temono soprattutto che l’economia domestica possa essere vittima collaterale dei conflitti politici ed economici in corso nel mondo. Al secondo posto si colloca la paura che i dissidi politici interni alla regione possano degenerare in nuovi conflitti, mentre preoccupazioni meno diffuse riguardano attacchi terroristici o possibili scontri all’interno del Paese.

I cittadini più preoccupati per nuovi conflitti in Balcani sono quelli di Bosnia ed Erzegovina, dove il 55% degli intervistati è molto preoccupato. Per un eventuale conflitto nella regione, gli intervistati meno timorosi sono quelli del Kosovo (24%), seguiti dagli abitanti dell’Albania (41%), mentre negli altri Paesi la percentuale dei preoccupati varia dal 45% al 50%.

Nonostante l’elevato malcontento politico ed economico, la maggior parte della popolazione dei Balcani occidentali non crede che ciò porterà a una guerra civile. Fanno eccezione la Bosnia ed Erzegovina, dove il 57% degli intervistati teme questa possibilità, e la Serbia, in cui oltre il 60% degli intervistati ha espresso timori simili. Tuttavia, vi è una differenza significativa tra i due Paesi. L’alta preoccupazione per una guerra civile in Bosnia ed Erzegovina è presente ininterrottamente negli ultimi cinque anni. La Serbia, invece, è l’unico Paese della regione in cui, in appena un anno, si è verificato un grande cambiamento: la paura di una guerra civile è aumentata enormemente nel 2025, sottolineano gli autori della ricerca.

Sfiducia totale nei partiti politici

Circa due quinti degli intervistati nella regione ritengono che qualità ed efficacia delle istituzioni pubbliche siano rimaste pressoché invariate negli ultimi cinque anni, un terzo ritiene che siano peggiorate, mentre un quinto considera che ci siano stati miglioramenti. La Serbia guida con l’atteggiamento più negativo sull’efficacia istituzionale: oltre il 48% degli intervistati ritiene che il funzionamento delle istituzioni sia peggiorato.

Alla domanda se le istituzioni pubbliche trattino tutte le persone allo stesso modo, indipendentemente dallo status sociale, dalle opinioni politiche o dall’appartenenza etnica, quasi metà degli intervistati nei Paesi dei Balcani occidentali ha risposto negativamente, mentre meno di un quarto ha risposto positivamente.

Il Kosovo* è l’unico Paese della regione in cui una quota leggermente maggiore di intervistati valuta positivamente le istituzioni e il loro trattamento uguale verso tutti i cittadini. Tuttavia, i ricercatori notano che questa percezione positiva è prevalentemente espressa dagli albanesi e non dalla popolazione serba. Inoltre, solo il 2% degli intervistati si dichiara “completamente d’accordo” con la valutazione di equo trattamento di tutti i cittadini, il che segnala che anche chi è generalmente concorde non è sicuro che ciò sia realmente vero, secondo la ricerca.

I risultati del 2025 mostrano che il 60% degli abitanti dei Balcani occidentali non si fida dei propri governi, solo un quarto ripone fiducia nei parlamenti, un terzo nei servizi statali, mentre i partiti politici sono valutati peggio di tutti, con appena il 18% dei cittadini della regione che vi ripone fiducia. La sfiducia nelle istituzioni pubbliche e nei partiti politici è più pronunciata in Bosnia ed Erzegovina, seguita dalla Serbia, che registra nuovamente il calo maggiore di fiducia nella regione nell’ultimo anno.

Il crollo dei valori sociali

La corruzione rimane un problema endemico nei Paesi dei Balcani occidentali. Oltre quattro quinti degli intervistati ritiene che la corruzione sia molto diffusa nei propri Paesi, e quasi la metà sostiene che sia ulteriormente aumentata negli ultimi tre anni. Secondo l’esperienza diretta, la corruzione è più presente nei settori della sanità, dell’istruzione, della giustizia e dell’amministrazione pubblica.

Per quanto riguarda l’erosione dei valori sociali, anche qui la Serbia si distingue nella regione, dove la percezione pubblica di questi problemi è peggiorata notevolmente lo scorso anno. I cittadini serbi indicano come principali pericoli la forte crescita della corruzione e l’influenza della criminalità organizzata nella società, insieme al declino dei diritti democratici e umani.

(Biznis i Finansije, 24.02.2026)
https://bif.rs/2026/02/stanovnici-zapadnog-balkana-o-ekonomskoj-i-drustvenoj-stabilnosti/

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