Sokak, migrazione e integrazione: dal campo profughi al palcoscenico

La vita a Krnjaca, campo profughi nei pressi di Belgrado, è cambiata per Noori Nadeem, rifugiato sedicenne proveniente dall’Afghanistan, quando ha ricevuto l’invito a partecipare ad uno spettacolo teatrale presso il Centro di Belgrado per la decontaminazione culturale, nell’ambito del progetto “Sokak”.

Insieme ad altri 30 giovani provenienti dalla Serbia e dall’estero Noori ha fatto parte di una performance chiamata “Volti culturali dei Balcani – Trasfigurazione”, creata da Junaid Sarieddeen e Lola Joksimovic.

La performance si è svolta sotto gli auspici del progetto denominato Sokak, che copre il tema della integrazione tra comunità migranti e locali lungo la cosiddetta rotta balcanica. “Noi europei dovremmo guardare all’Europa attraverso gli occhi di coloro che le si muovono incontro, per ricordare i valori che abbiamo dimenticato, inclusa la solidarietà dei suoi cittadini”, spiega Lola Joksimović.

“I problemi della migrazione, le vite sospese delle persone prive di scelta, l’abuso e la sofferenza non muteranno immediatamente solo perché un paio di artisti in Serbia o in Libano hanno lavorato su un progetto insieme. Non è loro responsabilità. Cultura e arte ci aiutano a sentire e pensare in modo diverso rispetto alle circostanze, ai nostri atteggiamenti e alle esperienze personali, a motivarci a decidere diversamente in futuro, a prescindere da quanto questo possa fare la differenza; ci portano amicizia, idee, risorse e creatività, per sostenerci l’un l’altro. Dichiarazioni forti che restituiscono voce a queste persone traumatizzate, sopraffacendo le parole di paura e odio attraverso il quale le tensioni politiche e manipolazioni vengono sviluppate”, sostengono gli autori del progetto.

Questo è il cuore di “Sokak – Un progetto sulla differenza e la curiosità”, che il Centro per la decontaminazione culturale ha realizzato nel corso di 5 giorni grazie alla partecipazione di 24 partecipanti provenienti da Afghanistan, Austria, Siria, Bosnia-Erzegovina, Iran e Serbia.

(Blic, CCD, 14.04.2017)

http://www.blic.rs/kultura/vesti/trenutak-koji-vraca-nadu-iz-izbeglickog-centra-na-pozorisnu-scenu/7yg4e7n

http://www.czkd.org/en/follow-up-radionica-kulturna-lica-balkana-nepoznate-price-

Un piccolo favore

Dal 2013 il Serbian Monitor offre gratuitamente ai suoi lettori una selezione accurata delle notizie sulla Repubblica di Serbia, un impegno quotidiano che nasce dal genuino desiderio di offrire un'informazione senza distorsioni su un paese troppo spesso vittima di pregiudizi e superficialità. Da novembre 2016 questo servizio viene proposto in inglese e in italiano, con sempre più articoli originali per offrire un quadro completo sull'economia, la politica, la cultura e la società del paese balcanico. Il nostro archivio è completamente gratuito, a disposizione di chiunque voglia conoscere il paese, studiarne specifici aspetti o esserne costantemente aggiornato. Questo progetto potrà proseguire solo grazie all'aiuto dei lettori, cui chiediamo un piccolo sostegno economico per continuare a garantire un'informazione sempre più ricca di contributi originali. Se apprezzate il nostro lavoro vi invitiamo a cliccare il tasto qui sotto

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
Altro... migranti, rotta balcanica
Migranti: la situazione in Serbia oltre il sensazionalismo mediatico d’emergenza

Le speranze dei richiedenti asilo si infrangono contro la barriera dell’Ungheria

Chiudi