Situazione energetica critica ma non a rischio tagli

Il vice primo ministro e ministro dei trasporti, delle costruzioni e delle infrastrutture Zorana Mihajlovic ha dichiarato ieri che la Serbia è in crisi energetica perché non produce abastanza energia elettrica e sarà costretta a importarla anche nel prossimo futuro.

“La Serbia è in deficit energetico. Ogni giorno spendiamo quasi 400.000 euro per importare energia elettrica da varie nazioni”. Secondo il ministro il più grosso problema è legato alle miniere e si dovrà importare non solo elettricità ma anche carbone. “Più carbone importeremo meno energia elettrica saremo costretti a importare”, ha notato il ministro, sottolineando che la Serbia ha carenze anche di gas e di gasolio.

Dal canto suo il ministro dell’energia Aleksandar Antic, intervenendo oggi all’inizio dei lavori di prosciugamento della miniera allagata dalle allluvioni di maggio “Tamnava – Zapadno polje”,  ha affermato che il governo sta usando tutti i mezzi per stabilizzare il sitema energetico e che al momento non sono previsti tagli all’erogazione di energia elettrica. La Banca Mondiale ha finanziato con 15 milioni di euro i lavori di prosciugamento, che dovranno essere completati entro 90 giorni. Dopo le alluvioni di maggio il bacino carbonifero “Tamnava – Zapadno polje” è diventato un lago artificiale da 167 milioni di metri cubi di acqua e non ha potuto più alimentare la centrale termoelettrica “Nikola Tesla” di Obrenovac.

“Al momento noi non prevediamo tagli ma invitiamo la popolazione a risparmiare l’energia elettrica perché la situazione dell’intero sistema nazionale è molto critica”, è l’appello lanciato dal ministro.

(Blic, 16-17.09.2014)

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