Il Sindacato autonomo dei metalmeccanici della Serbia ha avvertito che le fabbriche nazionali stanno affrontando una riduzione dei volumi di produzione, a causa del calo dell’attività e della diminuzione degli ordini sul mercato europeo dell’industria automobilistica, il che comporta un aumento del numero di lavoratori in esubero.
Come indicato nel comunicato del sindacato, nel corso del 2025 ben 12.640 lavoratori sono stati posti in congedo retribuito con un’indennità pari al 60 per cento del salario per un periodo superiore ai 45 giorni lavorativi previsti dalla legge, riporta l’agenzia Beta. Tale prassi nel 2025, si sottolinea, ha portato al licenziamento di oltre 6.000 lavoratori, e questa “tendenza negativa” prosegue anche quest’anno.
“Preoccupa in modo particolare la situazione nel sud della Serbia. L’azienda Yura di Leskovac ha già annunciato un’ulteriore riduzione della produzione, con l’intenzione di offrire ai dipendenti risoluzioni consensuali del contratto di lavoro. Inoltre, la società ha presentato richiesta per collocare circa 300 lavoratori in congedo retribuito per l’intero anno 2026”, si legge nel comunicato. Il sindacato ha avvertito che questo caso non sarà isolato, poiché misure analoghe sono annunciate anche in altre imprese dell’industria automobilistica in Serbia.
“Benché le misure menzionate siano formalmente attuate in conformità con la legislazione vigente in Serbia, il problema è che la maggior parte dei dipendenti in queste fabbriche ha meno di dieci anni di anzianità di servizio, il che significa che le loro indennità di licenziamento, in caso di perdita del posto di lavoro, sono per lo più inferiori a 200.000 dinari, una somma non sufficiente a garantire una sicurezza esistenziale di base”, ha dichiarato il sindacato.
Si aggiunge che il Sindacato dei metalmeccanici, in occasione dell’incontro del 21 gennaio di quest’anno con il presidente del Governo serbo Đuro Macut, ha presentato dati “allarmanti” sulla situazione nelle aziende dell’industria automobilistica, sottolineando che la situazione ha raggiunto un punto critico.
È stato evidenziato che è necessaria una reazione urgente, concreta e responsabile da parte delle istituzioni competenti, delle parti sociali e dello Stato, al fine di fermare ulteriori perdite di posti di lavoro e prevenire un’ulteriore degradazione sociale dei lavoratori impiegati nel settore.
Il Sindacato autonomo dei metalmeccanici della Serbia ha avvertito che ogni ulteriore rinvio delle decisioni comporta una responsabilità diretta per licenziamenti di massa, soprattutto nelle aree meno sviluppate del Paese. Ha chiesto che lo Stato assuma un ruolo attivo nella tutela dei lavoratori, senza limitarsi al rispetto formale del minimo previsto dalla legge.
Il sindacato si aspetta l’adozione di misure urgenti e sistemiche per garantire una reale protezione ai lavoratori colpiti dalla crisi dell’industria automobilistica, con scadenze chiare e responsabilità precise da parte dei funzionari pubblici.
(Biznis.rs, 10.02.2026)
https://biznis.rs/vesti/sindikat-upozorava-na-alarmantno-stanje-u-kompanijama-automobilske-industrije-u-srbiji/
