Sinisa Mali paga 2.000 euro e cadono le accuse contro di lui

Il ministro delle Finanze serbo, Sinisa Mali ha donato 200.000 dinari in cause umanitarie per far cadere le accuse innalzate contro di lui – i giornalisti del sito web investigativo KRIK hanno appreso dall’ufficio del Pubblico Ministero. Tra le altre cose, Mali è stato accusato di non aver dichiarato tutti i suoi beni e le sue proprietà, come richiesto dalla legge.

KRIK, uno dei partner del Progetto di criminalità organizzata e corruzione (OCCRP), ha dichiarato di essere stato informato della notizia dal Pubblico Ministero di primo grado a Belgrado e che Mali ha pagato l’importo nella sua interezza. Ha aggiunto poi che l’accusa non ha avviato altri procedimenti legali contro di lui.

Sinisa Mali era sotto inchiesta dopo che KRIK aveva pubblicato una serie di storie su di lui (quando era ancora il sindaco di Belgrado), spingendo l’Agenzia anticorruzione a lanciare un’indagine.

L’Agenzia ha informato l’Ufficio del Pubblico Ministero di secondo grado dei suoi sospetti relativi a una serie di crimini che coinvolgono l’ex sindaco, incluso il riciclaggio di denaro. Nonostante le numerose scoperte sugli accordi sospetti di Sinisa Mali, come l’acquisto di 24 appartamenti in Bulgaria, l’uso improprio della privatizzazione della società Bratstvo, l’acquisizione illegale di terreni statali, il presunto riciclaggio di denaro e la presentazione di documenti di proprietà falsi, egli non fu mai incriminato anche se l‘Agenzia anticorruzione abbia presentato i documenti pertinenti all’Ufficio del Procuratore, affermando che Mali era sospettato di essere coinvolto in diversi reati.

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Documenti simili, comprese le transazioni di denaro sospette, sono stati presentati dall’Amministrazione per la prevenzione del riciclaggio di denaro.

Successivamente la procura ha dichiarato che Sinisa Mali non aveva commesso nessuno dei presunti reati, e ha rinviato la causa all’ufficio del procuratore di primo grado che ha controllato solo se aveva registrato tutta la sua proprietà.

Alla fine del mese di agosto, l’Agenzia anticorruzione ha presentato un nuovo rapporto alla procura in cui affermava che Mali aveva registrato in conformità alla legge tutta la sua proprietà, proponendo di far cadere l’accusa contro Mali se pagasse 200.000 dinari donando i soldi in cause umanitarie. Sinisa Mali ha pagato immediatamente la somma e le accuse sono state lasciate cadere.

Offerte losche

Sinisa Mali era direttore della società che acquistò appartamenti da 5 milioni di euro lungo la costa bulgara. Secondo il rapporto stilato dall’Agenzia anticorruzione nel 2015, Mali non ha segnalato questo alle autorità serbe.

L’agenzia afferma inoltre che le autorità bulgare hanno dichiarato che un certo numero di operazioni, in relazione a questo acquisto, sono stati trattati come sospetti “perché gli appartamenti sono stati pagati con grandi quantità di denaro e in un breve periodo di tempo il che li ha messi nel dubbio”.

L’agenzia Anticorruzione ha poi ordinato all’Amministrazione per la prevenzione del riciclaggio di denaro di controllare i conti bancari di Mali e infatti si sospettava di riciclaggio di denaro. Solo dieci giorni prima, il padre di Sinisa Mali aveva trasferito i suoi diritti dell’azienda al figlio che successivamente ha venduto la società alla sua società offshore per poco più di mezzo milione di euro.

Anche la moglie di Sinisa Mali, Marija, ha parlato con KRIK degli affari del marito e ha ammesso di averlo aiutato a falsificare i resoconti immobiliari dicendo che 95.000 euro, la cui origine era sconosciuta, provenivano da suo padre. Durante il suo processo di divorzio, Sinisa Mali ha detto che i 60.000 euro, che ha usato per pagare le tasse universitarie per i suoi tre figli, gli erano stati dati dai suoi amici che aveva conosciuto all’estero. Nell’intervista per il KRIK, Marija Mali ha anche dichiarato che il suo ex marito le ha ammesso di essere stato lui ad organizzare la demolizione illegale delle case nel distretto di Belgrado a Savamala.

KRIK scopre affari ancora più loschi

Durante il suo lavoro presso l’Agenzia di privatizzazione nel 2002, Sinisa Mali ha aiutato il padre, Borislav e il suo amico di famiglia Ivan Delic a privatizzare il’azienda produttrice di vagoni, Bratstvo. KRIK ha anche scoperto che la famigliuola ha illegalmente acquisito 10 ettari di terreno statale vicino alla città di Vrsac e che la famiglia non è mai stata processata per questo.

Nonostante tutte le relazioni, il Pubblico Ministero della Repubblica di Serbia ha dichiarato l’anno scorso che non vi è alcuna prova che Sinisa Mali avesse commesso alcun reato.

Un anno dopo, è stata interrotta un’altra procedura contro di lui. Questa volta, Mali fu accusato di non aver dichiarato tutti i suoi beni, ma nemmeno questa volta fu lanciata alcuna inchiesta contro di lui. L’Agenzia anticorruzione, tuttavia, ha ancora diversi procedimenti in corso contro Mali. Per ulteriori informazioni sull’indagine del KRIK clicca qui.

http://www.021.rs/story/Info/Srbija/199903/Mali-platio-200000-dinara-tuzilastvo-obustavilo-postupak.html?fbclid=IwAR3crhf4PfZBgsGwL4Q1I9TKUB1hfNr2eVH0cBsYvCiG5YQRruOjZPnPQrg

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