Sine die: ma quando la Serbia potrà ottenere un seggio a Bruxelles?

Prima il 2004, poi il 2010, poi il 2014 e il 2018, fino al 2025; ora l’obiettivo si è spostato di nuovo, con una possibile data fissata per il 2027. Ma quando la Serbia potrà aderire all’Unione Europea?

Il Primo Ministro ceco Andrej Babis dieci giorni fa ha detto che sarebbe ideale per la Serbia e il Montenegro unirsi alla famiglia europea prima della fine del 2027.

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Da un lato questa dichiarazione può essere vista come l’estensione di un’altra scadenza e può essere interpretata come un allontanamento della Serbia dall’UE; dall’altro, come uno slancio per continuare il percorso di integrazione europea grazie al sostegno del gruppo di Visegrad (a cui appartiene la Repubblica Ceca insieme a Polonia, Ungheria e Slovacchia).

Ma perché esattamente il 2027? È una data nuova e realistica, poiché l’opinione pubblica è più o meno consapevole che non sarà nel 2025, o è qualcos’altro?

Come spiega Strahinja Subotic del “Center for European Policies”, si tratta di una forma di sostegno inviata alla Serbia e al Montenegro, anche perché il Gruppo di Visegrad sostiene da sempre l’ampliamento dell’Unione.

“Questa è un’altra prospettiva concreta dei Paesi del Gruppo di Visegrad che danno sostegno ai Balcani occidentali. Attraverso tutte le loro dichiarazioni e la firma di dieci giorni fa a Praga rimarcano che sarebbe positivo per la Serbia e il Montenegro trovare un posto nell’Unione entro il 2027 e, se si dimostrano pronti, anche prima”.

“Sarebbe positivo che ciò accadesse durante l’assesto finanziario, che va dal 2021 al 2027. La dichiarazione firmata pesa perché il Gruppo di Visegrad può influenzare l’UE come regione. Tuttavia, ciò che dovrebbe anche essere chiaro è che nessuno di questi Paesi metterà a repentaglio i propri interessi e le relazioni con gli Stati membri dell’UE a causa dell’adesione dei Balcani occidentali” ha affermato Subotic, sottolineando che Germania, Francia e Paesi Bassi rimangono i Paesi chiave per l’adesione.

Anche la segretaria generale del Movimento europeo in Serbia, Suzana Grubjesic, ritiene che i membri più grandi e potenti dell’Unione siano cruciali nell’intera storia, condividendo l’opinione del Primo Ministro ceco.

“Fino a quando non vedremo e sentiremo quello che dicono Germania e Francia, questa indicazione dovrebbe essere monitorata”.

Inoltre, come chiarisce, la strategia di allargamento che è stata approvata nel 2018, stabilendo una possibile data nel 2025, non è stata adottata dal Consiglio europeo, ma ne è stato solo “preso atto”, motivo per cui ogni Paese può farsi avanti con la sua proiezione.

“D’altro canto, quei membri che non erano per l’allargamento prima e che non lo sono neanche ora, non menzionano alcuna data. Ecco perché questo dovrebbe essere visto in questo contesto, solo come un’opinione di uno Stato” afferma. Sottolineando che durante questo nuovo mandato del Parlamento Europeo non ci saranno nuovi allargamenti, almeno fino al 2024: “Nel migliore dei casi, a quel punto, Serbia e Montenegro, o solo uno dei due, potrebbe firmare un trattato di adesione”.

Anche il bilancio UE non è un indicatore particolare, dato che una linea di bilancio ad hoc può essere aperta per l’allargamento.

“Sarebbe molto bello che il 2027 fosse l’anno buono per l’entrata in UE, ma nessuno offre garanzie perché molto dipende da noi, ma non solo da noi”, ha concluso la stessa.

https://www.blic.rs/vesti/politika/pokretna-meta-eu-2025-je-za-tren-postala-2027-a-evo-sta-to-znaci-za-nas-i-da-li-cemo/21l3yx9

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