Si ferma la produzione delle Fiat 500L

“Problemi di natura esterna” secondo l’azienda automobilistica, ma i sindacati parlano di un verosimile calo di interesse verso il modello.

La Fiat Automobili Srbija (FAS)  ha temporaneamente sospeso la produzione a Kragujevac. A settembre non si lavorerà per almeno cinque giorni mentre anche nel mese successivo sono previste giornate di fermo. Dopo varie indiscrezioni che indicavano questo passo come l’inizio della fine della joint venture partita nel 2008 tra la casa automobilistica e il governo italiano, sulla vicenda è intervenuto anche il management della Fiat: “Le cause della momentanea sospensione della produzione sono di carattere esterno e collegate agli avvenimenti in Europa e al mercato mondiale delle automobili. Nella gestione aziendale moderna una breve sospensione temporanea della produzione è una delle soluzioni che si attuano in queste situazioni per poi riprendere rapidamente l’attività”, si legge nel comunicato della Fiat, uscito dopo che su vari portali internet si parlava di una sospensione di undici giornate di lavoro a settembre.

Nel comunicato la Fiat non specifica quante giornate di interruzione vi saranno ma indica che vi saranno giornate di fermo anche a ottobre. Nessuno sa esattamente quante, ma la notizia ha prodotto a Kragujevac molta apprensione, visto che direttamente o indirettamente la casa automobilistica dà lavoro a 3.000 addetti. La chiusura della fabbrica condizionerebbe non solo Kragujevac ma l’intera economia serba, per cui la Fiat è il principale esportatore per un controvalore di 1,5 miliardi di euro, e un incremento nei primi sette mesi dell’anno in corso del 10% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il problema riguarda anche gli accordi tra Stato serbo e Fiat, poiché solo lo scorso anno la Serbia ha sovvenzionato la fabbrica con 51 milioni di euro e ha visto un utile solo di 10 milioni. Nel 2013 gli utili sono stati 3,3 milioni a fronte di investimenti per 48 milioni. Fino a maggio di quest’anno la Serbia ha erogato alla FAS circa 2 miliardi di dinari e, a questo punto, nessuno sa cosa se ne ricaverà.

Zoran Markovic, presidente del sindacato dei lavoratori Fiat di Kragujevac, ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’azianda ma di sospettare che il motivo della sospensione risieda nel ridotto interesse del mercato verso il modello Fiat 500L, la cui produzione è iniziata a metà 2012. La fabbrica di Kragujevac non è nuova a interruzioni della produzione ma finora si sapeva esattamente per quanti giorni, il più delle volte a causa di sospensioni o ritardi delle formiture di componenti dall’Italia. Questa volta non si capisce bene la durata della sospensione anche in base ai termini utilizzati nel comunicato della Fiat quali “fermo temporaneo”, “temporanea chiusura”, “breve interruzione della produzione”, a causa di motivazioni di “carattere esterno”.

Il contratto tra la Serbia e la Fiat scade il 31 dicembre 2018, quando entrambe le parti potranno vendere le loro quote (67% Fiat, 33% la Serbia) con un diritto di prelazione della controparte. L’investimento finora è stato di circa 1,3 miliardi di euro. La produzione di una seconda autovettura, prevista dal contratto, non è ancora partita, mentre lo Stato serbo non ha rispettato gli impegni contrattuali a realizzare a Kragujevac varie infrastrutture stradali e ferroviarie di collegamento. 

(Politika, 09.09.2014)

 

 

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