Sfruttamento intensivo: NIS e il disastro ambientale della Vojvodina

In soli quattro anni la Serbia sarà completamente svuotata delle sue riserve petrolifere, e perderà ampie zone di terra coltivabile in Vojvodina, rovinate a causa del vasto sfruttamento di petrolio da parte dell’Industria petrolifera della Serbia (NIS).

Le autorità statali non hanno reagito alle segnalazioni provenienti dagli esperti in relazione all’inadeguatezza dei metodi di sfruttamento utilizzati da NIS, che hanno determinato danni non solo a scapito delle risorse naturali del paese, ma anche ai contribuenti i quali devono compensare il fatto che NIS paga solo il 3% dell’affitto di minerali, mentre il tasso per le altre compagnie petrolifere ammonta al 7%.

L’affitto minerale non è sufficiente a compensare i danni che i russi (Gazpromneft è il proprietario di maggioranza di NIS) hanno causato alla terra coltivabile in Vojvodina e ale infrastrutture, in molti luoghi in cui hanno cercato di esaurire le riserve di petrolio più velocemente possibile, al fine di arrivare al profitto velocemente. Nel farlo, hanno usato metodi illegali che, nel resto del mondo, vengono utilizzati solo per l’esplorazione e non per lo sfruttamento del petrolio e implicano l’utilizzo di grandi pompe che innalzano rapidamente la pressione al fine di ottenere più petrolio possibile. Al posto di tubi normali sono stati installati tubi di grande diametro, ancora una volta, nel tentativo di attirare quanto più olio possibile nel più breve lasso di tempo.

Le autorità di controllo competenti in Vojvodina hanno preso nota di questa metodologia in due occasioni – nel 2012 e nel 2013. Il loro rapporto confidenziale dichiara esattamente la stessa cosa, ma resta da comprendere per quale motivo nessuno abbia reclamato, mentre NIS cerca di convincere il pubblico che grandi compagnie petrolifere in altre parti del mondo fanno altrettanto, citando diversi paesi, ma non la Russia (il paese da cui viene da Gazpromneft).

“Dalla nostra ispezione è risultato che NIS usa metodi sfruttamento illegali in ogni campo. Abbiamo ispezionato 52 giacimenti petroliferi, nei quali abbiamo constatato che la società utilizza pompe forti nei pozzi di petrolio, aiutati da tubi inadeguati per lo sfruttamento che misurano oltre 15 pollici di diametro. Questo tipo di apparecchiatura deve essere utilizzato solo in fase di esplorazione. Durante il nostro controllo di campo, abbiamo anche constatato che la terra nei pressi dei pozzi di petrolio è rovinata, come l’infrastruttura, danneggiata dalla macchina. La popolazione locale sostiene che NIS non è disposta a risarcire il danno”, si legge in una delle relazioni delle autorità di controllo. Il rapporto è stato presentato sia al governo della Vojvodina che al governo dello stato.

L’ex capo del governo della Vojvodina, Bojan Pajtic, conferma che il governo provinciale ha rifiutato di estendere la licenza di sfruttamento di NIS, a seguito di questo rapporto. “Per quanto posso ricordare, questo è stato alla fine del 2012. Ci siamo rifiutati di estendere la validità della licenza per lo sfruttamento del petrolio in Vojvodina, perché NIS pagava solo il 3% di affitto minerario, quota non sufficiente a coprire i danni causati dai metodi di sfruttamento impiegati. Il 1° gennaio 2013 abbiamo deciso di vietare a NIS l’ulteriore sfruttamento del petrolio a meno che l’azienda non si impegni a pagare il 7% di affitto. Contrariamente alla nostra decisione e alle leggi, l’allora Ministro dell’Energia, Milan Bacic, decise di prorogare la validità della licenza di NIS fino al 2023 e rifiutò di aumentare l’affitto minerale versato dall’azienda”.

 (Blic, 24.04.2017)

http://www.blic.rs/vesti/ekonomija/inspekcija-utvrdila-da-nis-crpi-srpske-busotine-srbija-za-cetiri-godine-ostaje-bez/7fbmq6t

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