Le sfide del governo Vucic tra adesione UE e relazioni con la NATO

“Ne ho preso atto”: impegnato nel progettare la sua prossima visita presso la NATO, il Primo Ministro serbo Aleksandar Vucic intanto commenta con queste parole il rapporto stilato dal capo della politica estera dell’UE Federica Mogherini riguardante le priorità della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione per il 2016.

Il premier serbo ha avuto modo di commentare il contenuto del rapporto in un incontro avuto con i giornalisti durante la sua visita presso una fabbrica a Leskovac, nella Serbia meridionale.

Il documento, non scevro da obiezioni nei confronti della Serbia, incoraggia comunque il paese “ad intensificare l’attuazione delle riforme in settori chiave, come quello della magistratura, e la lotta alla corruzione e criminalità organizzata, a promuovere e difendere la libertà di espressione e dei media”, invitando Belgrado a “normalizzare ulteriormente i suoi rapporti con Pristina e ad allineare la propria politica estera con quella dell’UE”. Nell’ambito dei negoziati di adesione è previsto inoltre che la Serbia si concentri sul rafforzamento dello stato di diritto, coerentemente con l’apertura dei capitoli 23 e 24.

Dopo l’apertura dei primi due capitoli di negoziato con la Serbia nel mese di dicembre 2015, sarà importante, nell’ambito dei negoziati di adesione, affrontare le questioni riguardanti lo stato di diritto. I due capitoli in questione (23 – sistema giudiziario e diritti fondamentali – e 24 – Giustizia, libertà e sicurezza) sono stati aperti nel luglio 2016, che dovrebbe tra l’altro incoraggiare l’istituzione di un percorso in questi settori. L’UE incoraggia la Serbia a continuare con questo slancio positivo in avanti e intensificare le riforme legislative e la loro effettiva attuazione nei settori chiave della riforma del sistema giudiziario, della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata, della libertà di espressione e dei media. Particolare attenzione deve essere prestata al pieno rispetto dei diritti fondamentali, compresa la protezione dei gruppi più vulnerabili, in particolare dei Rom, nonché all’effettiva attuazione della normativa in materia di tutela delle minoranze, al trattamento non discriminatorio delle minoranze nazionali in tutta Serbia, anche in materia di istruzione, di uso delle lingue minoritarie, di accesso ai mezzi di comunicazione e ai servizi religiosi nelle lingue minoritarie, e al superamento della discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere.

Dopo le elezioni anticipate tenutesi nell’aprile 2016, il nuovo governo ha bisogno di concentrarsi sulle riforme chiave. Sarà anche importante mantenere un atteggiamento costruttivo nei confronti dei paesi confinanti e conservare l’impegno positivo nelle iniziative di cooperazione regionale. L’UE continuerà a chiedere alla Serbia l’allineamento progressivo alla politica estera e di sicurezza comune dell’UE.

(Common Foreign and Security Policy report – Our priorities in 2016)

Intanto, l’agenzia di stampa Beta ha reso noto martedì che Vucic si recherà in visita a fine novembre, il 23, presso la sede della NATO a Bruxelles, incontrando il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il Consiglio NATO. La notizia era già trapelata durante il Forum sulla sicurezza tenutosi la scorsa settimana a Belgrado. In quell’occasione il vice assistente di Stoltenberg, James Appathurai, aveva dichiarato che “la Serbia potrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea senza diventare un membro della NATO” aggiungendo che “non è previsto alcun automatismo in tal senso”. Inoltre la NATO non prevede l’applicazione di misure drastiche nelle future relazioni con la Serbia, che si svolgono nel quadro del Partenariato per la pace: “il nostro obiettivo è lavorare su questioni pratiche, attraverso una serie di programmi”.

 

(b92, 18.10.2016)

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2016&mm=10&dd=18&nav_id=99432

http://www.b92.net/eng/news/politics.php?yyyy=2016&mm=10&dd=18&nav_id=99433

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