Vojislav Seselj prosciolto dopo 12 anni di processo all’Aia

Il Tribunale all’Aia ha prosciolto il capo del Partito radicale serbo (SRS), Vojislav Seselj da tutti e nove capi d’accusa per l’incitamento all’odio e per il sostegno ai crimini di guerra in Croazia e Bosnia e Erzegovina durante la guerra e durante l’espulsione dei croati dalla Vojvodina. 

La maggioranza del consiglio dei giudici ha concluso che Seselj non è colpevole per nessuno dei nove capi d’accusa. Solo la giudice Flavia Lattanzi era contraria. “Ora Seselj è un uomo libero”, ha detto il presidente della corte, Jean Claude Antonetti. 

La condanna di Seselj è stata emanata in assenza di Seselj che ha atteso l’esito a Belgrado. Il presidente della Corte Antonetti ha letto un riassunto della sentenza ed ha evidenziato che durante il processo penale che è iniziato il 7 novembre 2007 sono state raccolte 1400 prove, interogati 99 testimoni, mentre la sentenza  consta di oltre 100 pagine.

Il giudice ha ricordato che la Procura del Tribunale internazionale all’Aia affermava che Seselj aveva partecipato ad un’impresa criminale assieme con Slobodan Milosevic, le forze armate serbe e altre forze paramilitari. “Il ruolo principale di Vojislav Seselj era l’incitamento all’odio e il reclutamento di volontari che andavano a combattere nei vari teatri di guerra e si integravano nelle forze armate serbe che intraprendevano azioni in Bosnia e Croazia”, ha indicato il giudice, aggiungendo che Seselj si è dichiarato non colpevole e si difendeva da solo senza aiuto dell’avvocato.

Il presidente della corte del Tribunale all’Aia ha detto che questa isitiuzione ritiene che l’accusa e le prove della procura sono piene di incertezze e incoerenze, che hanno complicato il lavoro sia della procura sia della difesa e della stessa corte.

Inoltre, la maggioranza della corte del Tribunale all’Aia ha constatato che non esistono elementi relevanti per la colpa individuale e per la responsabilità individuale di Vojislav Seselj per l’accusa di crimini contro umanità. Il presidente della corte ha detto che la procura non ha presentato prove sufficienti per affermare i capi d’accusa relativi all’espulsione dei croati di Hrtkovac.

La procura del Tribunale all’Aia ha proposto di condannare Seselj a 28 anni di carcere, mentre Seselj ha chiesto di essere assolto.

Il leader dei radicali ha trascorso quasi 12 anni in carcere del Tribunale internazionale, dal febbraio 2003 quando si è arreso e volontariamente ha deciso di presentarsi all’Aia, fino al novembre 2014, quando è stato rilasciato per difendersi in libertà a causa del suo cattivo stato di salute.

Appena avuta notizia della sentenza Seselj ha dichiarato di non volersi rivalersi contro la Serbia per i danni da ingiusta detenzione.

(RTS, 31.03.2016.)

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