Serbia-UE: si accende la polemica tra Davenport e Vucic

Michael Davenport, capo della delegazione dell’Unione europea in Serbia, ha reso noto di aver preso atto delle parole con cui il Primo Ministro Aleksandar Vucic avrebbe pubblicamente dichiarato il suo disinteresse nei confronti del suo parere.

Vucic ha espresso la sua posizione durante la sua partecipazione ad un evento presso l’Info Center dell’UE a Belgrado. E’ stato lo stesso Davenport a riportare la dichiarazione di Vucic tramite un post su Twitter: “il signor Premier ieri da noi all’Info Center: non sono interessato alle posizioni di Michael Davenport”.

Una lunga storia di incomprensioni, quella del rapporto tra il capo della delegazione UE, ex ambasciatore del Regno Unito in Serbia, e Vucic: il diplomatico britannico è tra gli ambasciatori più frequentemente oggetto di critica e aggressioni da parte dei media filo-governativi, i quali gli contestano una presunta ingerenza negli affari interni.

Il Mediatore Sasa Jankovic si è unito al dibattito su Twitter commentando: “Ambasciatore, benvenuto nel club… abbiamo numerosi membri prestigiosi”.

In seguito all’incontro con il Commissario europeo per l’allargamento, Johannes Hahn, Vucic ha dichiarato che “molti vorrebbero che la Serbia diventasse una società civile o un’organizzazione non governativa. Ma questo non accadrà mai, non ci comporteremo mai così”, specificando che i destinatari del suo messaggio sarebbbero proprio Davenport e Hahn.

“Dovete rispettare ciò che la Serbia è, che cosa può fare e cosa fa, altrimenti … ma non cercate di renderci qualcosa di diverso da quello che siamo. Non voglio far parte della società civile”, ha sottolineato il premier.

Marija Obradovic, vice presidente del Partito progressista serbo di cui Vucic è leader (SNS), ha dichiarato oggi che Davenport si starebber spingendo oltre i suoi compiti riguardo al Commissario europeo, ha sostenuto che Hahn “ha avuto il suo commento in proposito”, sottolineando che Bruxelles “in realtà supervisiona attentamente il comportamento dell’Ambasciatore Davenport”.

Obradovic ha continuato sostendendo che anche altre “persone” si starebbero spingendo oltre i confini di quanto è di loro “giurisdizione”, ma si è astenuta dal citare qualcuno nello specifico. “Non spetta a loro sostenere alcun candidato, anche se le elezioni non sono ancora state indette”.

Le elezioni presidenziali sono previste per la primavera, a seguito della conclusione del periodo di mandato di Tomislav Nikolic. Il Primo Ministro Vucic ha reagito con ansia alle possibili candidature dell’opposizione “congratulandosi” con i candidati non ufficiali. Non è chiaro se Vucic sarebbe o no disposto a sostenere la candidatura dell’attuale Presidente in carica, il quale ha manifestato l’intenzione di correre nuovamente per il medesimo ruolo, ma ha in precedenza più volte ribadito di non voler presentare una propria candidatura.

Inoltre, Vucic ha lasciato intendere che potrebbero essere indette elezioni generali, a meno di un anno di distanza dal voto dell’aprile 2016 che ha conferito al Partito Progressista una vasta maggioranza in Parlamento. Durante le discussioni in corso in Parlamento relative al bilancio, Vucic avrebbe espresso la speranza in un mancato raggiungimento della soglia da parte dei partiti di opposizione, nel caso si tenessero elezioni generali.

(BalkanEu, 06.12.2016)

http://www.balkaneu.com/vucic-row-eu-diplomats/

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