La Serbia ottiene un nuovo accordo sul gas con la Russia

La Serbia ha ottenuto una proroga di tre mesi dell’accordo sul gas con la Russia, ha confermato il Presidente serbo Aleksandar Vučić dopo i colloqui con il Presidente russo Vladimir Putin. Secondo gli interlocutori del quotidiano Kurir, si tratta di una notizia molto importante perché garantisce sicurezza e stabilità energetica.

Il presidente serbo ha dichiarato di aver “ringraziato Putin perché abbiamo ottenuto una proroga di tre mesi del contratto a condizioni per noi molto favorevoli”. “Oggi il prezzo del gas è intorno ai 645 dollari per 1.000 metri cubi al TTF, quindi lo pagheremmo circa 690 se lo acquistassimo a quelle condizioni, mentre noi lo paghiamo sostanzialmente tra i 320 e i 330 dollari. Questa proroga avviene alle stesse condizioni: sei milioni di metri cubi di gas al giorno, con grande flessibilità; se arrivano giornate più fredde o difficili, o si verificano alluvioni e serve più gas, ci sarà consentito importarne di più. Allo stesso tempo resta il prezzo indicizzato al petrolio, il che significa un costo molto, molto più basso rispetto ai prezzi di mercato“, ha spiegato Vučić.

Condizioni flessibili

Vučić ha sottolineato che la Serbia sarà il secondo o terzo Paese in Europa con il prezzo del gas più basso, grazie alle condizioni flessibili e al mantenimento della formula legata al petrolio. “Sono soddisfatto perché ora so che, almeno per quanto riguarda il gas, non avremo problemi. Il petrolio oggi è a 115 dollari al barile e temo che già domani sarà ancora più alto. Lo dico perché voglio che sappiate che il prezzo del diesel alle pompe dovrebbe essere almeno di 290 dinari. Lo Stato serbo resisterà finché potrà, ancora per un po’. Ma se questa catastrofe continuerà, e se inizieranno operazioni terrestri o attacchi alle isole, il mondo – e in particolare l’Europa – si troverà di fronte alla più grande crisi energetica della storia. Invito tutti a riflettere ancora una volta: l’Europa non può reggere tutto questo, nessuno può farlo“, ha affermato Vučić.

Una grande concessione

Secondo il professor Stevica Deđanski, ex segretario di Stato al Ministero dell’Energia, la proroga dell’accordo a condizioni favorevoli è molto importante per l’economia e soprattutto per i cittadini serbi. “Anche se al momento non è possibile ottenere un contratto a lungo termine, è importante dire che questo accordo è praticamente tale: avevamo un contratto triennale, poi prorogato due volte di sei mesi e due volte di tre mesi. È fondamentale avere un prezzo che ci consenta di funzionare normalmente. Si tratta di una grande concessione e di un grande gesto dei nostri amici russi. La nostra politica di equilibrio, di “stare sulla sedia serba”, sviluppando buone relazioni sia con la Russia e la Cina sia con i Paesi occidentali come gli Stati Uniti e la Francia, fa sì che tutti rispettino la nostra posizione“, ha sottolineato Deđanski. Secondo lui, il prezzo del gas è cruciale sia per l’economia sia per i cittadini. “Un tempo la Serbia consumava un miliardo di metri cubi di gas, oggi ne consumiamo tre, con una tendenza alla crescita. Abbiamo utilizzato il gas anche per la produzione di energia elettrica e siamo riusciti a creare un’economia stabile e condizioni favorevoli per attrarre investimenti. Inoltre, anche i cittadini ne traggono beneficio, ma il gas resta un elemento chiave per l’economia“, ha affermato Deđanski.

Sicurezza energetica

L’ex vicepremier Zorana Mihajlović ha evidenziato che la proroga dell’accordo è importante per la Serbia perché garantisce sicurezza e stabilità energetica. “Grazie alla politica estera del presidente Vučić e alla possibilità di dialogare sia con l’Est sia con l’Ovest, a differenza del resto d’Europa noi siamo un Paese che può farlo. La sicurezza energetica globale è minacciata, mentre noi abbiamo tutto ciò che ci serve. Il punto non è solo avere le risorse energetiche, ma anche a quale prezzo. L’Unione europea non ne ha a sufficienza e i prezzi non sono favorevoli, mentre noi sì. Inoltre, oggi il prezzo supera i 550 euro per 1.000 metri cubi, mentre noi paghiamo il gas russo molto meno, tra i 320 e i 350 euro“, ha concluso Mihajlović.

(Kurir, 31.03.2026)
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