Serbia: discarica dei prodotti alimentari dell’UE

Nella situazione attuale, la Serbia potrebbe ancora funzionare per molto come “discarica” per il cibo e per i prodotti di scarsa qualità che vengono importati dall’Unione Europea, visto che il ministero dell’agricultura non è molto interessato dell’alimentazione dei propri cittadini.

Mentre in Croazia si sta già annunciando un’analisi comparativa sulla qualità dei prodotti uguali che vengono venduti nel mercato europeo orientale e occidentale, in Serbia non esiste neanche l’idea di fare qualcosa del genere. 

La Repubblica Ceca e la Slovacchia hanno già eseguito questa analisi ed hanno determinato che un terzo dei prodotti dell’UE che si vendono in questi paesi sono di scarsa qualità. Ora, la stessa analisi viene eseguita dall’Agenzia per i prodotti alimentari della Croazia che controllerà e comparerà la qualità dei prodotti acquistati in Germania e nel loro paese. 

Dopo questi annunci, il quotidiano “Blic” ha chiesto al ministero dell’agricultura se anche questa istituzione pianifica di realizzare un’analisi simile, nonchè perchè non è stato fatto finora. Però, dal gabinetto della ministra Snezana Boskovic Bogosavljevic, invece di rispondere nello specifico, hanno dato un’informazione irrilevante all’argomento. 

“Nel mercato serbo si vendono prodotti sicuri per l’uso, mentre l’Ispettorato veterinario e fitosanitario eseguono controlli ordinari e straodinari alla dogana durante l’importazione della merce”, è la risposta del Ministero.

Visto che il quotidiano “Blic” ha insistito di avere una risposta alla domanda se il ministero pianificava di fare un’analisi della qualità dei prodotti alimentari, è stato detto che nessuno ha proposto un’iniziativa del genere. Però, secondo Goran Papovic dell’Organizzazione nazionale dei consumatori serbi questa affermazione non è corretta: “Varie volte ci siamo rivolti al ministero per promuovere questa iniziativa. Ogni volta abbiamo avuto la risposta che non ci sono soldi, cioè che l’analisi non è prevista dal bilancio del ministero. Il Ministero dell’agricultura è gran problema del Governo, perchè non conoscono il loro lavoro e sempre trasferiscono le proprie competenze agli altri organi”, ha spiegato Papovic.

La Serbia è forse l’unico paese nella regione e nell’Europa che non ha un Agenzia per la sicurezza alimentare.

L’unica analisi comparativa dei prodotti è stata fatta dall’Organizzazione nazionale dei consumatori serbi su un piccolo campione, perchè si tratta di un’analisi molto costosa. Per un prodotto chimico l’analisi costa fino a 2000 euro. Anche se il campione era piccolo, i risultati sono risultati impressionanti. “Quella volta abbiamo provato che le creme di bellezza erano pessime, le cioccolate avevano minore percentuale di cacao, mentre i condimenti contenevano più sale che verdure”, ha detto Papovic. 

(Blic, 05.06.2016)

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