Financial Times: Serbia in bilico tra l’UE e le ambizioni della Cina

“La Serbia ha una delle economie in più rapida crescita in Europa: autostrade sono in costruzione, maggiori risorse saranno investite nell’istruzione e nuove fondamenta vengono costruite in settori quali l’energia rinnovabile, l’edilizia e l’ingegneria. La capacità della Serbia di attirare sostanziali investimenti esteri, come quelli dalla Cina, è stata di vitale importanza per una tale trasformazione, ma tutto questo è a rischio”, sostiene un consulente del governo serbo, Vladimir Krulj, in un suo commento pubblicato dal Financial Times.

“La Cina offre nuove competenze tecniche e innovazione. Tuttavia, piuttosto che adottare una nuova visione per l’Europa, lo scetticismo dell’Unione europea sulla Cina minaccia di minare la crescita futura e la stabilità”, continua Krulj.

“Questa settimana l’UE ha anche accettato nuove norme per la tutela contro le importazioni cinesi a basso prezzo. Tutto ciò crea un potenziale scontro con le ambizioni della Cina sui Balcani e probabilmente avrà un impatto diretto sulla Serbia. Il nostro paese si trova al centro della “Buova Via della Seta”, un’iniziativa per l’infrastruttura stradale, un corridoio di trasporto e commercio che va dalla Cina verso la Germania, attraverso i porti greci, i Balcani e l’Europa centrale. Ciò significa che sono stati versati soldi per costruire strade e ferrovie ad alta velocità, contribuendo ad un aumento del 2,8% della crescita economica della Serbia lo scorso anno. Secondo i dati, il volume totale di scambi tra la Cina e le economie balcaniche occidentali selezionate ha raggiunto i 3,3 miliardi di euro a partire da 2015-2016. La Serbia rappresenta quasi la metà del volume totale del commercio. Il mese scorso, il governo ha anche annunciato che prevede di creare 10.000 posti di lavoro attraverso un progetto congiunto con la China Road and Bridge Corporation per la costruzione di un parco industriale a Belgrado, consentendo al paese di mantenere i suoi giovani ingegneri e sviluppare le nanotecnologie, le biotecnologie e sistemi informatici”, spiega Krulj.

Krulj ritiene che l’influenza economica di Cina e Russia nella regione dei Balcani occidentali non siano ancora vicini a quella dell’UE, perché l’Europa “rimane il partner commerciale più importante della Serbia”. Inoltre, la Serbia è fermamente intenzionata a diventare membro dell’UE, come rispecchia l’annuncio di questa settimana secondo cui un altro capitolo dei negoziati di adesione all’UE sarà aperto entro la fine dell’anno, ricorda Krulj.

“Gli investimenti provenienti dalla Cina hanno avuto un impatto positivo e immediato sulla trasformazione della Serbia, aiutandola efficacemente a diventare una forza politica e economica della regione. Per la Cina, i Balcani rappresentano chiaramente un passaggio ai mercati europei più grandi. Ciò offre anche un’opportunità per l’Europa di accettare il contributo positivo che la Cina ha dato a questa regione e lavorare con la Cina per sviluppare reti di libero scambio di cui tutti beneficeranno. In particolare con gli Stati Uniti e con Donald Trump fermi sul “Prima l’America”, su una politica isolazionista, la prosperità futura dell’Europa, credo, dipenderà da questo”, conclude Krulj.

(Blic, Financial Times, 10.11.2017)

http://www.blic.rs/vesti/ekonomija/fajnensel-tajms-srbija-razapeta-izmedu-evropske-privlacnosti-i-kineskih-ambicija/wkkhe5l

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