Il direttore dell’Associazione nazionale delle agenzie turistiche della Serbia (YUTA), Aleksandar Seničić, ha dichiarato che la piena applicazione, ossia il regime operativo 24 ore su 24 del sistema EES (Entry/Exit System), inizierà dal 10 aprile. Ciò significa che i cittadini serbi dovranno registrarci ogni volta attraverso questo sistema, in base alla regola del soggiorno nell’UE di 90 giorni su 180, e che nel prossimo periodo saranno necessari maggiore pazienza e una migliore organizzazione dei viaggi.
Seničić ha dichiarato a Tanjug che alcuni Paesi dell’UE hanno espresso preoccupazione per le possibili code che si creeranno e che la Commissione europea ha autorizzato ciascun Paese a poter decidere autonomamente di sospendere il sistema per un determinato periodo.
La regola dei 90/180 giorni significa che i cittadini dei Paesi extra UE, inclusa la Serbia, possono soggiornare senza visto nello spazio Schengen per un massimo di 90 giorni nell’arco di qualsiasi periodo di 180 giorni.
Parlando di cosa significhi la piena applicazione del sistema EES e se vi saranno cambiamenti rilevanti, Seničić afferma che la situazione non sarà molto diversa rispetto a quanto già osservato ai confini durante la fase di applicazione parziale del sistema.
Ha sottolineato che la piena applicazione implica l’obbligo di registrarsi ogni volta che si attraversa la frontiera, sia all’uscita sia al rientro, cosa che finora non era obbligatoria. Seničić ha spiegato che finora il sistema era attivo solo nei principali valichi di frontiera, mentre dal 10 aprile sarà applicato ovunque. “Ovunque attraverseremo la frontiera, sia in aereo, in auto, in autobus o in treno, dovremo essere registrati. È importante sottolineare che le persone dovranno innanzitutto avere pazienza, essere consapevoli che la procedura richiede tempo e che sicuramente ciò comporterà attese ai valichi di frontiera”, ha aggiunto.
Seničić ha raccomandato ai viaggiatori che viaggaino in auto di evitare i principali valichi e di optare per quelli secondari, oltre a informarsi prima della partenza sulle condizioni tramite le telecamere presenti ai confini.
Ha inoltre ricordato che anche alcuni Stati membri dell’UE hanno espresso preoccupazione per le possibili code dovute alla piena applicazione del sistema EES. “La Commissione europea, sulla base delle numerose segnalazioni provenienti dall’industria turistica e delle previsioni di gravi code nei Paesi dell’UE che vivono prevalentemente di turismo, ha deciso che dal 10 aprile, nonostante l’applicazione generale del sistema, ogni Paese potrà decidere autonomamente – tramite le proprie autorità di frontiera – di sospendere temporaneamente l’EES nei periodi di maggiore afflusso”, ha spiegato Seničić. Secondo lui, la sospensione potrà durare alcune ore o un giorno, per consentire lo smaltimento delle code; in quel periodo, il passaggio di frontiera avverrà con la procedura standard, cioè con la semplice esibizione del passaporto.
“Va chiarito che, nel sistema EES, registrarsi una volta non significa non doverlo fare ogni volta. È necessario registrarsi ad ogni attraversamento, perché il sistema deve riconoscere il viaggiatore. Per farlo è necessaria una cosiddetta doppia verifica: bisogna presentare il passaporto ed effettuare almeno una fotografia; se già registrati, anche il rilevamento delle impronte digitali”, ha precisato Seničić. Ha aggiunto che è proprio attraverso questa procedura che il sistema identifica il viaggiatore e che il suo scopo è legato al rispetto della regola dei 90 giorni su 180 nei Paesi dell’UE.
Ha inoltre evidenziato una novità: l’applicazione mobile “Travel to Europe”, attualmente attiva solo in due Paesi, Svezia e Portogallo, ma per la quale esiste un’iniziativa affinché venga adottata anche dagli altri Paesi Schengen entro l’estate. “L’app può essere scaricata in anticipo: si inseriscono i dati del passaporto, si scatta una foto e si risponde a domande standard – destinazione, durata del viaggio, ecc. – dopodiché si invia la richiesta. Entro 24 ore si riceve una conferma di registrazione. All’ingresso, per ora solo in Svezia e Portogallo, è sufficiente lasciare le impronte di quattro dita e la procedura è molto più rapida”, ha spiegato.
Il sistema EES è entrato in funzione il 12 ottobre 2025, con un’introduzione graduale in 29 Paesi europei. Si tratta di un sistema informatico automatizzato che registra ogni ingresso e uscita dei cittadini di Paesi non appartenenti all’UE. L’obiettivo è una registrazione più precisa dei viaggiatori e un migliore controllo del rispetto del limite di soggiorno di 90 giorni. Il sistema sostituirà i timbri sul passaporto con registrazioni digitali degli ingressi, delle uscite e degli eventuali rifiuti di ingresso per i cittadini extra UE in soggiorno di breve durata. Verranno inoltre registrati l’immagine del volto, le impronte digitali e i dati personali contenuti nel documento di viaggio, come precedentemente comunicato dalla Commissione europea.
Il sistema di ingresso/uscita (EES) viene spesso citato insieme al Sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS), ma si tratta di due strumenti distinti, con finalità diverse e applicati in fasi differenti del viaggio. L’EES è un sistema di gestione delle frontiere utilizzato al momento dell’attraversamento delle frontiere esterne dell’UE, mentre l’ETIAS, la cui introduzione è prevista per la fine del 2026, è un’autorizzazione di viaggio da ottenere prima della partenza e riguarda esclusivamente i cittadini di Paesi esenti da visto. Funziona in modo simile al sistema statunitense ESTA o al sistema canadese eTA. Inoltre, l’EES è gratuito, mentre l’ETIAS è a pagamento.
(Telegraf, 06.04.2026)
https://biznis.telegraf.rs/info-biz/4302604-senicic-ees-sistem-24-sata-od-10-aprilamoguce-odlaganje-primene-u-nekim-zemljama
