Il segreto del Guca Trumpet Festival

Il segreto del successo del Guca Trumpet Festival non è complicato: mescola grandi quantità di brandy alla prugna (sljivovica), carne alla brace e musica di bande d’ottoni.

Dopo che gli strumenti d’ottone con valvole a pulsante sono stati introdotti nella prima metà del XIX secolo, la produzione musicale è cambiata: se in precedenza richiedeva un approccio semiprofessionale, con questa introduzione cominciò rapidamente ad essere dominata da grandi gruppi di lavoratori. Un risultato rumoroso fu quello delle bande di minatori britannici, ma più vigorosa appare la tradizione trombettistica della Serbia.

Come nel caso delle bande di minatori, la musica d’ottone serba ha avuto un’ispirazione politica, caratterizzata dalla voglia di rivitalizzare l’identità nazionale dopo 500 anni di occupazione turca. Il leader che utilizzò per primo le trombe come veicolo per questa joie-de-liberté fu il principe Milos Obrenovic, creatore delle prime ensemble serbe nel 1831. Il fenomeno ebbe una rapida diffusione, fornendo uno sbocco per l’esuberanza quotidiana del sud slavo.

Il suono ritmico ed incalzante delle bande di ottoni ha ispirato il termine panacea del “ritmo balcanico”. Per gli hipsters occidentali, le differenze tra la cultura romana (latina) e la cultura balcanica (slava) sono secondarie. All’interno della regione, però, la semiotica di una danza popolare regionale o in costume scricchiolano con rilevanza con il contemporaneo. Quando si tratta di esportare la loro cultura, i serbi hanno saggiamente messo da parte questa contraddizione.

Il regista Emir Kusturica, che si è recentemente ritirato in un villaggio nei pressi di Guca, crea una versione fantasy dei Balcani perfettamente adatta per il consumo all’estero. Allo stesso modo, impresari come Sanja Ilic di Balkanika e Goran Bregovic hanno prodotto versioni della musica balcanica per l’esportazione. Come la ciabatta – inventata negli anni ’80 per competere con la baguette – non c’è niente di male in questo, a patto che non si colleghi ad una piena una richiesta di autenticità.

La realtà della musica balcanica è troppo seria per l’esportazione. Le esibizioni pop durano quattro ore, e le bande per le cerimonie nuziali suonano per dieci. I concorrenti dei reality show musicali eseguono due canzoni – una folk e una mainstream – per ottenere feedback dettagliati dalle leggende viventi della musica serba e jugoslava. Tra i giudici vi è colei da cui il turbo folk si è orginato, Ceca, “la Madre della Serbia”, che all’età di 22 anni sposò il capo paramilitare Arkan, gli fu accanto nella morte all’età di 27 anni e da allora non si è mai più risposata. Uno scenario simile sta attirando un numero crescente di visitatori al Festival di Guca, nelle montagne incontaminate della Serbia occidentale. Fondato nel 1961 da un proprietario terriero diseredato, nonostante l’opposizione dei funzionari di Tito, che controllavano attentamente lo sviluppo delle culture nazionali delle repubbliche jugoslave, è cresciuto in modo organico, acquisendo la pretesa di essere la più grande congregazione dei trombettisti del mondo.

Le componenti del suo successo non sono complicate: musica d’ottone in gran quantità, rakija e carni alla brace (una delle tante credenziali iperboliche della Serbia è quella di aver inventato l’hamburger). La rakija è prodotta in casa e, nel corso normale degli eventi, viene bevuta prima di ogni pasto, inclusa la prima colazione. Guca, però, non è il normale corso degli eventi, e la rakija viene bevuta durante tutto il giorno. Anche così, l’aspetto musicale mantiene la completezza e la serietà di scopi nei Balcani. Le prove per la competizione di ottoni cominciano mesi prima. Ognuno dei concorrenti finali suona non una volta, ma tre. A differenza della maggior parte dei festival – che ampliano e diversificano – Guca è diventato più purista, negli ultimi anni bandisce tutta la musica tranne le band di tromba.

Il festival di oggi, visto da lontano, non è diverso da molti altri. Clienti marciano felicemente lungo i viali formati da tende e bar, gli angoli sono formati da esposizioni di carne alla griglia e arrosto, gli animali vengono ancora arrostiti interi e l’intero sito è inondato da un odore incredibilmente provocatorio per un cane, o per un vegetariano. Distaccamenti della polizia serba – un lavoro ambito – sostano nei bar guardando partite di calcio e sorseggiando birra. I serbi di montagna se ne tengono alla larga, a causa di quella che avvertono come una mercificazione, ma sono stati prontamente sostituiti dai cittadini di Belgrado. I bar più popolari della capitale riappaiono qui in formato pop-up.

Come la stessa Serbia, il Festival della Tromba divide l’opinione. “Non sapevo che tu potessi suonare una tromba in quel modo”, commentò imperturbabile Miles Davis.

Vicino a Guca vi è Uzice, la prima città in Europa ad essere stata liberata dalla Germania di Hitler. Nel 1941, la proclamata “Repubblica di Uzice” resistette per tre mesi contro 50.000 membri della divisione SS Prinz Euchem (un riferimento al generale franco che aveva invaso da nord-ovest 300 anni prima). Durante la guerra successiva, nel 1999, solo un missile colpì la città, distruggendo l’ufficio postale. Una fabbrica di armamenti nelle vicinanze è rimasta intatta. Secondo i pettegolezzi locali, Tito aveva una volta avuto il buon senso di assicurarlo con Lloyds di Londra e gli inglesi sono troppo pragmatici per far saltare le cose che hanno sottoscritto.

La sorte della Serbia è stata quella di sfidare le grandi potenze. Se arriverà lo scontro finale tra Est e Ovest, i serbi dovranno alla fine affrontare una scelta impossibile. Andate a Guca finché potete.

(The Spectator, 29.07.2017)

https://www.spectator.co.uk/2017/07/why-everyone-is-flocking-to-serbias-brass-band-festival/

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