Secondo l’Indice di corruzione la Serbia al 96° posto su 180 Paesi; ancora un record negativo

Secondo il “Corruption Perceptions Index” pubblicato da “Transparency International”, la Serbia è al 96° posto su 180 Paesi e territori, con un indice di corruzione 38 registrato per il secondo anno consecutivo, cioè la stima più bassa finora.

La Serbia non ha fatto quindi progressi e con 38 punti, gli stessi degli anni precedenti, rimane al suo livello più basso dal 2012. La Serbia condivide il 96° posto con altri cinque Paesi: Argentina, Brasile, Indonesia, Lesotho e Turchia. La Serbia e gli altri Paesi dei Balcani occidentali sono classificati nella regione dell’Europa orientale e dell’Asia centrale.

Il Paese balcanico non è più considerato una democrazia ma un regime ibrido e il governo è diventato famoso per la sua forte influenza sui media, per aver molestato i critici indipendenti e per aver indetto elezioni non regolari, afferma il rapporto. La mancanza di trasparenza del governo sui grandi investimenti esteri è una preoccupazione diffusa, che si riflette in una recente ondata di proteste pubbliche contro un controverso progetto di estrazione del litio.

Un movimento a livello nazionale ha però costretto il Presidente e il suo partito progressivo al governo a modificare la legge referendaria e ad abrogare le leggi che renderebbero più facile per lo Stato espropriare i terreni. Si fa notare che in tutti i Balcani occidentali e in Turchia, che ha lo stesso un indice di 38, la concentrazione del potere nelle mani di leader autocratici e dei loro partiti ha minato l’indipendenza della magistratura, cosa che li aiuta a mantenere in mano le redini dello Stato.

Si afferma che tali governi autoritari hanno spiato, molestato e attaccato attivisti, giornalisti, leader dell’opposizione e cittadini comuni in tutta la regione dell’Europa orientale e dell’Asia centrale. Solo tre Paesi della regione hanno un indice al di sopra della media globale di 43, ovvero la Georgia con 55 punti, l’Armenia con 49 e il Montenegro con 46.

Secondo quanto riferito, i governi della regione hanno utilizzato il coronavirus come pretesto per reprimere ulteriormente le voci critiche, approvando leggi restrittive, soffocando la libertà di parola e di accesso alle informazioni e minando una magistratura indipendente.

Nei Balcani occidentali, il Montenegro ha un indice di 46 punti, la Macedonia del Nord e il Kosovo 39, Bosnia ed Erzegovina e Albania 35. La Slovenia è 41° nella classifica con un indice di 57 e la Croazia è 63° con un indice di 47.

L’indice di percezione della corruzione classifica 180 Paesi e territori in tutto il mondo in base al livello di corruzione nel settore pubblico; i risultati vanno da 0, che significa un’elevata corruzione, fino a 100 quando il Paese esaminato si considera pulito e libero dalla corruzione.

Indeks korupcije: Srbija drugu godinu zaredom na svom najslabijem rezultatu

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