Secondo gli economisti le misure di incentivazione all’occupazione sono ben accette ma non faranno tornare gli espatriati

Le misure di incentivazione all’occupazione del prossimo anno sono benvenute, così come le agevolazioni fiscali per l’assunzione di lavoratori disoccupati nell’anno precedente, o le facilitazioni per le persone che dall’estero tornano per lavorare in Serbia; gli economisti però non si aspettano troppi effetti positivi da queste misure, scrive “Danas”.

La Premier Ana Brnabic e il Ministro delle finanze Sinisa Mali hanno annunciato lunedì una serie di misure che dovrebbero entrare in vigore all’inizio del prossimo anno. Innanzitutto, un pacchetto al ribasso dei costi sul lavoro deciso durante la scelta di aumentare il salario minimo; dal prossimo anno la parte non imponibile del salario mensile sarà aumentata da 15.300 a 16.300 dinari e si prevede di ridurre il tasso dei contributi per l’assicurazione pensionistica e d’invalidità a carico del datore di lavoro dal 12% all’11,5%, misura che dovrebbe ridurre il carico di lavoro totale dal 62% al 61%.

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Il Ministro Mali ha sottolineato di aspettarsi, grazie a tali misure, una disoccupazione a una sola cifra all’inizio del prossimo anno e un aumento delle retribuzioni nel settore privato.

Il secondo pacchetto contiene misure volte a promuovere l’occupazione. Secondo la Prima Ministra Ana Brnabić, dal 1° gennaio 2020 le società che aumenteranno il numero di dipendenti che non sono state assunti nel 2019 riceveranno un’esenzione fino al 70% delle imposte sui salari e dei contributi per il “PIO” nel 2020, che poi scenderà al 65% nei due anni successivi, fino al 60% nel 2022.

Incentivi simili sono stati promessi ai cittadini serbi che lavorano all’estero i quali, se volessero tornare per lavorare in Serbia, potrebbero beneficiare di una riduzione base del 70% sul conteggio fiscale e contributivo nei prossimi cinque anni.

Mihail Arandarenko, professore alla Facoltà di Economia di Belgrado, dice che a prima vista queste misure sembrano essere uguali a quelle degli anni precedenti:

“Molto dipende dall’esatto disegno delle misure, e comunque queste sono solo soluzioni palliative. La migliore soluzione è un cambiamento completo nella tassazione del lavoro, poiché il nostro sistema è abbastanza regressivo ed è la causa della disoccupazione e dell’economia grigia. L’ambiente generale verso gli investimenti dove è richiesta un’alta intensità di lavoro è ostile ed è per questo che tali misure o dei sussidi vengono dati agli investitori stranieri”.

Secondo Yuri Bajec, professore alla Facoltà di Economia, qualsiasi assistenza ai datori di lavoro è benvenuta, ma i cambiamenti sono molto piccoli anche per paura di compromettere la stabilità del bilancio.

“Se i datori di lavoro trarranno vantaggio da questi incentivi è un’altra questione. Tuttavia, i responsabili politici devono valutare ed essere sicuri che una misura raggiungerà l’obiettivo. Altrimenti, se l’obiettivo non viene raggiunto, avremo solo l’effetto negativo della misura cioè una riduzione delle entrate di bilancio e la misura sarà quindi inefficace. Ritengo che, isolatamente, le misure non possano contribuire molto, soprattutto nell’impedire alle persone di andare all’estero, perché i motivi sono molto più profondi delle tasse elevate. Vedrei più volentieri, oltre alle misure a breve termine e individuali, la creazione di condizioni per le imprese, per la concorrenza, per lo stato di diritto. Solo se il governo le affronterà più seriamente tali misure produrranno maggiori risultati”, ha concluso Bajec.

Forse per la prima volta le autorità cercheranno di fare qualcosa di concreto per limitare la partenza delle persone all’estero e favorire il loro ritorno in Serbia, soprattutto date le stime preoccupanti che parlano di un milione in meno di cittadini tra 30 anni.

Arandarenko sottolinea che il problema di queste misure è che sono temporanee e che alla fine si ritorna a uno scenario di base sfavorevole per l’occupazione; è necessario investire risorse significative se si desidera mantenere il business.

https://www.021.rs/story/Info/Srbija/224351/Ekonomisti-Mere-za-podsticaj-dobrodosle-ali-nece-nikog-vratiti-u-Srbiju.html

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