Secondo “Freedom House” la Serbia peggiora nella governance e nelle libertà

Secondo il rapporto di “Freedom House” di quest’anno, la Serbia è ancora una volta rimasta indietro nell’area della governance democratica a livello nazionale e niente è migliorato per quanto riguarda la libertà dei media del Paese. È chiaro dal rapporto che la società serba ha intrapreso un percorso discendente negli ultimi 5 anni.

Per il secondo anno consecutivo, la Serbia non può essere classificata nella categoria degli Stati democratici. “Freedom House”, nel suo rapporto annuale “Nations in Transit”, la definisce nuovamente un Paese con un “regime ibrido”. Tra i 29 Paesi ex comunisti sotto monitoraggio, la Serbia ha registrato il 3° peggior calo degli ultimi 5 anni, e solo l’Ungheria e la Polonia sono davanti in termini di risultati negativi.

La stessa ha ricevuto un punteggio totale di 3,89 rispetto ai 3,96 dell’anno scorso. Il risultato annuale si è ridotto dal 49% al 48%. Il calo maggiore rispetto all’ultimo rapporto è stato registrato nell’area del processo elettorale, dove il voto è sceso da 4,50 a 4,25.

Le elezioni parlamentari del giugno 2020 si sono svolte senza concorrenti e il risultato delle elezioni è stato un parlamento “de facto” a partito unico, grazie alla personalizzazione del potere nelle mani di Aleksandar Vučić.

“I media indipendenti e critici stanno subendo crescenti pressioni secondo il modello che è stato creato in Ungheria e successivamente esteso alla Serbia, il quale comprende strumenti legali ed economici che portano alla chiusura dei media e all’incoraggiamento di rapporti di favore”, afferma il rapporto.

Che le valutazioni di “Freedom House” non siano prive di fondamento lo dimostra anche la ricerca di BIRODI, che negli ultimi quattro mesi e mezzo ha seguito le trasmissioni informative centrali di cinque televisioni con frequenza nazionale insieme a “N1”. L’84% delle volte si è parlato del partito al governo, principalmente del Presidente, l’84% in tono positivo e il 5% in tono negativo.

“Un atteggiamento critico verso le mosse del governo e le mosse degli organi statali è quasi solo presente su “N1″, mentre su altre televisioni è quasi inesistente; forse qualcuno parla in modo critico, ma si usano figure retoriche che diventano delle lodi e non c’è una vera e propria messa in discussione delle mosse del governo”, dice Radule Perović.

La centralizzazione dei dati sull’approvvigionamento delle attrezzatture degli ospedali durante la pandemia, l’arresto della giornalista di “Nova.rs” Ana Lalic per averne riferito, ma anche gli attacchi ai giornalisti durante le manifestazioni di luglio hanno contribuito a questo pessimo risultato, riferisce l’Associazione indipendente dei giornalisti della Serbia.

Srbija u izveštaju Fridom hausa tone sve dublje, analitičari nisu iznenađeni

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