Seconda notte di violente proteste a Belgrado e altre città

Attorno alle 20 sono ricominciati gli scontri violenti tra i manifestanti e le forze di sicurezza a Belgrado come anche a Novi Sad, Nis e Kragujevac.

Attualmente, ore 23, gli scontri più duri avvengono all’altezza del Bulevar Kralja Aleksandra e la strada Resavska. I manifestanti si disperdono e si raggruppano in base alle azioni delle forze dell’ordine, le quali stanno facendo un uso massiccio di bombe lacrimogene.

A Belgrado i manifestanti si sono concentrati in un primo momento davanti alla sede della televisione di Stato RTS in via Takovska, incendiando cassonetti e auto. Precedentemente negli scontri tra la polizia e i dimostranti sono rimasti feriti Bosko Obradovic, capo del movimento di estrema destra “Dveri”, e il leader del Movimento dei Cittadini Liberi Sergej Trifunovic. Si registrano anche risse tra gli stessi dimostranti.

Alle 23 il ministro degli interni Nebojsa Stefanovic ha parlato ai media, dichiarando che le forze di polizia stanno registrando decine di feriti e che stanno intervenendo solo a difesa della loro incolumità mentre le proteste non hanno nulla a che vedere con l’insofferenze verso le annunciate misure sanitarie restrittive, ma con i rapporti politici nel paese. Stefanovic ha alluso alla presenza di agenti stranieri tra le fila dei dimostranti.

Trg Republike e Kneza Mihajlova, che fino all’altro ieri avevano ripreso la usuale vita notturna estiva, è completamente deserta e presidiata ai vari angoli da cordoni di polizia.

A Novi Sad alle 21.45 le forze di sicurezza sono intervenute sgomberando i manifestanti dalla piazza principale, piazza Libertà, e procedendo a vari arresti dopo che i manifestanti avevano iniziato a lanciare pietre contro l’edificio del Comune. Distrutta una sede del partito serbo del progresso SNS del Presidente Vucic.

A Kragujevac oltre 1000 manifestanti si sono concentrati davanti alla casa comunale e quando si è fatto buio circa 30 manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre contro la polizia. Contro il municipio molti altri manifestanti hanno lanciato uova, scandendo slogan contro Il Presidente della Repubblica Vucic e il suo regime.

A Nis è stata attaccata la sede centrale dell’SNS e aggredita una troupe della RTS.

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