“Sciogliere al più presto il nodo delle aziende pubbliche in Serbia”. Dal Consiglio Fiscale campanello d’allarme

“Intervenire immediatamente per risolvere il problema delle imprese pubbliche. I rischi maggiori sono la crisi del debito e il crollo del sistema economico in Serbia”. Questo è stato il grido d’allarme lanciato da Nikola Altiparmakov, membro del Consiglio Fiscale, durante il convegno “Come salvare le Imprese Pubbliche”. 

“Dal 2001 il Paese ha concesso troppe deroghe per risolvere i problemi legati alle aziende pubbliche – ha proseguito Altiparmakov – Oggi non è più tempo di rimandare. La Serbia è il Paese, di area balcanica, con l’accesso al prestito più rapido. Questa velocità impone però un interesse sul debito che sfiora il 7%”. Cifre ritenute da Altiparmakov “insostenibili”. Il consigliere ha illustrato anche i dati raccolti dalla BERS dai quali è emerso come il prodotto interno lordo in Serbia “è rappresentato al 55% da società pubbliche o legate ad esse. Una percentuale sproporzionata rispetto alla media di altri Paesi europei in fase di transizione, nei quali si attesta una percentuale pari al 20-30%”.

L’analisi di Anltiparmakov si è poi soffermata sulle attuali condizioni del colosso energetico Srbijagas. “Le perdite di questa società, negli ultimi 5 anni, ammontano a 1,2 miliardi di euro. Si è peraltro verificato uno squilibrio sensibile tra il costo del gas acquistato dal Paese e la vendita ai cittadini, con una perdita annuale pari a 300 milioni di dollari”

Emblematico anche il caso di Telecom Srbija, che pur non registrando perdite reali, ha attuato una dura politica di licenziamenti, con conseguente perdita di terreno sui mercati e quindi sul valore complessivo dell’azienda.

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