L’Assemblea Nazionale della Serbia ha adottato le modifiche e integrazioni alla Legge sul commercio. Le nuove disposizioni entreranno in vigore il 1° maggio 2026.
Una delle modifiche riguarda le strutture di acquisto di prodotti agricoli, che per la prima volta ottengono un quadro normativo specifico. Questi punti sono definiti come una forma specializzata di commercio all’ingrosso, destinata all’acquisto di prodotti agricoli e animali domestici direttamente dai produttori. Per poter svolgere tale attività è necessario essere iscritti in un registro speciale tenuto dal ministero competente. Il registro funzionerà come una banca dati elettronica centralizzata attraverso il sistema “e-strutture di acquisto”, in cui saranno registrati tutti i dati rilevanti – dall’identità dell’acquirente al tipo di merce e al periodo di acquisto.
A differenza della prassi precedente, i commercianti operanti nelle strutture di acquisto hanno ora anche ulteriori obblighi nei confronti dei produttori. Devono indicare preventivamente le condizioni di acquisto, inclusi il prezzo in funzione della qualità, i termini di pagamento, le modalità di valutazione della merce, nonché la procedura in caso di controversia. Inoltre, è obbligatoria anche l’indicazione dei contatti dei servizi ispettivi.
Alle manifestazioni solo commercianti registrati
Le modifiche introducono novità anche per quanto riguarda la comunicazione con i consumatori. I commercianti possono ora inviare offerte solo previo consenso del consumatore. Inoltre, per la vendita durante manifestazioni si introduce la regola secondo cui la merce può essere venduta esclusivamente da commercianti registrati, mentre il termine per alcune notifiche viene ridotto da 60 a 30 giorni.
Per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti agricoli, viene precisato che gli agricoltori possono vendere esclusivamente i propri prodotti, chiudendo così lo spazio alla rivendita sotto il loro nome.
Le modifiche legislative trasferiscono alcune competenze, precedentemente in capo al Governo, al ministro competente, indicando una tendenza alla centralizzazione del processo decisionale.
Modifiche alle norme per la vendita a distanza
Le novità riguardano anche la tenuta delle registrazioni nella vendita a distanza. Quando la merce viene consegnata da un punto vendita, è possibile unificare le registrazioni, il che dovrebbe facilitare gli obblighi amministrativi per i commercianti. Vengono inoltre introdotte regole per il rilascio dei marchi di fiducia nel commercio elettronico: l’ente emittente deve essere indipendente dai commercianti ed è tenuto a fornire al ministero informazioni dettagliate sui criteri e sulle modalità di assegnazione di tali marchi.
Uno dei segmenti più rilevanti delle modifiche riguarda la dichiarazione e l’etichettatura dei prodotti. I commercianti che operano a distanza sono ora obbligati a rendere disponibili al consumatore tutte le informazioni sul prodotto prima dell’acquisto, in modo permanente, visibile e facilmente accessibile. Parallelamente, è prevista l’introduzione di un codice unificato dei prodotti, che standardizzerà ulteriormente l’etichettatura sul mercato.
In materia di prezzi, la legge introduce l’obbligo di indicare anche il prezzo unitario laddove possibile, regolando ulteriormente anche l’istituto delle vendite promozionali. I prodotti che compaiono per la prima volta nell’offerta possono essere proposti a prezzi inferiori, ma per un periodo massimo di 60 giorni. Successivamente, il prezzo passa al regime ordinario.
Sono inoltre dettagliate le regole relative agli sconti. Viene introdotto il concetto di prezzo precedente, che rappresenta il prezzo più basso al quale il prodotto è stato offerto in un determinato periodo prima dello sconto.
Modificati anche i meccanismi sanzionatori per il mancato rispetto delle norme
Le modifiche riguardano anche la parte relativa alla vigilanza sul mercato. Vengono inaspriti i requisiti per l’attività degli ispettori del mercato e comunali, che ora devono possedere un’istruzione superiore, aver superato esami professionali e soddisfare ulteriori criteri previsti dalle leggi e dagli atti interni.
Nelle nuove disposizioni, per un’ampia gamma di violazioni è prevista una sanzione pecuniaria uniforme di 100.000 dinari per le persone giuridiche. L’elenco delle violazioni copre quasi tutti gli aspetti rilevanti dell’attività commerciale: dall’indicazione dei punti di acquisto e dalla tenuta delle registrazioni delle transazioni, fino alla trasparenza in materia di prezzi e dichiarazioni dei prodotti.
La sanzione si applica anche nei casi in cui il commerciante non fornisca i dati richiesti alle autorità competenti, non esponga l’orario di lavoro o non lo rispetti, nonché quando venda merce priva delle informazioni obbligatorie correttamente indicate.
Sono inoltre disciplinate in modo specifico le situazioni relative a promozioni e pubblicità. Qualora un commerciante offra prodotti con incentivi alla vendita in violazione delle norme o pubblicizzi sconti in modo non conforme alla legge, è soggetto alla medesima sanzione pecuniaria.
D’altra parte, una delle modifiche prevede anche la riduzione della sanzione massima in alcuni casi – dai precedenti 500.000 a 150.000 dinari.
Una novità riguarda anche il modo in cui verrà determinato l’importo della sanzione. La legge introduce un modello che tiene conto di una serie di circostanze – dalla gravità e durata della violazione, all’eventuale vantaggio ottenuto dal commerciante, fino al fatto che abbia tentato di mitigare le conseguenze per i consumatori. Si considerano anche eventuali violazioni precedenti, nonché sanzioni inflitte in altri Stati nei casi di attività transfrontaliera.
(Biznis.rs, 27.04.2026)
https://biznis.rs/vesti/srbija/kazne-do-100-000-dinara-za-prekrsaje-trgovaca-po-novim-propisima/
