“RTV” Vojvodina finita ai margini della scena mediatica

Cinque anni dopo il licenziamento in massa di redattori e giornalisti i dati mostrano che la televisione provinciale della Vojvodina “RTV”, una volta riconoscibile da programmi e personale giornalistico di qualità, è ai margini della scena mediatica, con grandi perdite finanziarie.

Nelle elezioni dell’aprile 2016, ottenendo la maggioranza nel parlamento provinciale, il nuovo partito al governo “SNS” volle dei seggi anche nel consiglio di amministrazione di “RTV”. Nel giro di pochi giorni diversi direttori e dirigenti del servizio pubblico provinciale vennero sostituiti, senza spiegazioni. La prima vittima dell’epurazione fu l’allora direttore Slobodan Arezina.

“Ho saputo della notizia per la prima volta guardando le notizie in TV quando sono tornato a casa; sapevo che sarebbe successo qualcosa, tuttavia, nessuna critica seria potrebbe essere fatta sul programma o sul mio lavoro”, disse Arežina. “È un vero peccato, perché oltre a ciò i cittadini hanno perso una generazione di grandi registi, cameramen, giornalisti, editori, che lavorava in modo creativo e professionale”.

Il movimento “Podrzi RTV” organizzò per mesi delle proteste sotto le finestre dell’edificio dove stava seduta la nuova leadership, che come ignorò le decisioni del tribunale secondo cui il cambio direzionale era illegale, chiuse gli occhi davanti alle proteste.

“Quello che ricordo e ricorderò per tutta la vita è che alcuni giovani che non erano politicamente schierati, ma che credevano nella loro professione, decisero di difendere la loro professione per mesi nelle strade di Novi Sad, sostenuti dai cittadini”, afferma un membro del Consiglio di amministrazione dell’Associazione indipendente dei giornalisti della Vojvodina, Darko Šper.

Dopo vari licenziamenti e un rimpasto politico, alcuni giornalisti dettero le dimissioni. Nel frattempo, il servizio provinciale ricevette un nuovo edificio del valore di 27 milioni di euro ma perse la sua fetta di pubblico.

“Trasmissioni che all’epoca erano viste da 50.000 persone, oggi sono guardate da 5-6000 persone, anzi alcuni spettacoli non sono seguiti nemmeno da 1000 telespettatori”, dice Sper.

“Perché? Il servizio pubblico non dovrebbe essere importante per le autorità al potere? La propaganda non può essere condotta attraverso media che non vengono seguiti”, ha aggiunto Arezina. Dati non ufficiali mostrano infine che per la prima volta nella storia, il secondo canale televisivo di “RTV” trasmesso nelle lingue delle minoranze nazionali ha più seguito del primo.

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