Rottura tra DS e LDP

Il leader del Partito Liberaldemocratico, Cedomir Jovanovic, ha annunciato che i colloqui tra i due partiti sono terminati con esito negativo.

Jovanovic ha detto che il DS non ha voluto che i colloqui terminassero con seri e reali cambiamenti nella vita politica del Paese. AI giornalisti presenti in Parlamento, Jovanovic ha dichiarato che il LDP è “cresciuto” e che non deve niente al DS: “Il DS non combatte contro il LDP per difendere gli interessi dei belgradesi e dei cittadini serbi, ma ce l’ha con noi solo perché guarda ai propri interessi. In questo senso, gli appartenenti al DS si comportano  come dieci anni fa, quando ci hanno cacciato dal partito perché non abbiamo voluto compromessi e non abbiamo avallato la politica di Kostunica”.

Uno dei motivi della rottura è il fatto che il LDP è pronto a collaborare con il Governo, soprattutto dopo l’incontro tra Jovanovic e il Vicepremier Vucic. Pochi giorni dopo questo incontro, i rappresentanti del LDP hanno incontrato quelli del DS; è cominciata così a girare la voce di una possibile fusione tra i due partiti. Ma mentre il direttivo del DS ha sempre dichiarato apertamente che sarebbe stata possibile qualsiasi forma di collaborazione, eccetto l’unione delle due formazioni, i rappresentanti del LDP sostenevano che solo un nuovo partito avrebbe avuto senso. Il leader del DS, Dragan Djilas, ha ieri dichiarato che il LDP deve decidere se collaborare con il proprio partito (che è ora all’opposizione) o con i partiti di Governo.

(Tanjug, 12.11.2013)

Rukovodstva Liberalno demokratske partije (LDP) i Demokratske stranke (DS) predvodjena Cedomirom Jovanovicem i Draganom Djilasom odrzala su sastanak, danas u sedistu LDP-a u Beogradu. (BETAPHOTO/MILAN OBRADOVIC/DS)

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