Roth: normalizzazione relazioni Serbia-Kosovo per adesione UE

“Prima dell’adesione all’Unione Europea, le relazioni tra Serbia e Kosovo devono essere normalizzate in modo giuridicamente vincolante”, sostiene Michael Roth, Ministro di Stato per l’Europa presso il Ministero degli Esteri tedesco.

In merito al riconoscimento della sovranità del Kosovo da parte della Serbia, il Ministro si è così espresso: “anche il Kosovo ha la possibilità di aderire all’Unione Europea. Non possiamo importare i conflitti bilaterali. Il processo di normalizzazione deve progredire semplicemente perché influisce positivamente sulla vita quotidiana sia dei serbi che dei kosovari”.

La Serbia ha aperto i capitoli 23 e 24. Come giudica i progressi del paese finora?

Sono contento che siamo stati finalmente in grado di aprire i capitoli relativi alla democrazia e allo Stato di diritto nel mese di luglio. Il Piano di Azione che il Governo serbo ha presentato rappresenta un passo importante verso l’adesione all’UE. L’Unione Europea è innanzitutto una comunità di valori. I diritti umani, la libertà dei mezzi di comunicazione, tribunali indipendenti e la tutela delle minoranze non costituiscono valori superficiali, ma sono parte integrante e fondamento dell’Unione. La Serbia ha compiuto un lavoro importante in questo, tuttavia la strada da percorrere è ancora lunga. Tutte queste disposizioni devono essere attuate. E quando si tratta degli ambiti sensibili che ho appena citato, non ci si può aspettare trasformazioni repentine. Il cammino non è facile, ma ne vale la pena. Sono ottimista sul fatto che il progresso sarà il risultato di un dialogo strutturato. E’ importante che il popolo serbo partecipi attivamente in questo processo, al fine di ottenere cambiamenti sostenibili.

Come commenta i frequenti attriti tra Serbia e Croazia, e lo stato delle relazioni nella regione?

Le campagne che si basano sulla strumentalizzazione del passato ed i giochi motivati dalla politica interna che risultano dannosi per le relazioni di buon vicinato devono essere eliminati. L’acquis comunitario dell’Unione fornisce le linee guida dei negoziati per l’adesione. Allo stesso tempo, il tema delle relazioni bilaterali tra Serbia e Croazia deve essere affrontato al fine di raggiungere progressi nel processo di riconciliazione. Abbiamo bisogno di dialogo, di comunicazione, soprattutto tra i giovani. È per questo che abbiamo fondato l’Ufficio regionale per la cooperazione giovanile, a seguito della Conferenza dei Balcani Occidentali a Parigi. Inoltre, gli sforzi di riconciliazione tra i veterani di guerra serbi e croati rappresentano importanti simboli di pace e di relazioni di buon vicinato. Ricordare è sicuramente importante per costruire il futuro.

La maggior parte delle società estere in Serbia provengono dalla Germania e la Germania costituisce il più grande investitore straniero qui. Ci sono piani concreti in atto con il governo serbo finalizzati ad incrementare le relazioni economiche tra i due paesi?

Sì, le nostre relazioni economiche sono in una fase dinamica. Negli ultimi cinque anni, il commercio tra i due paesi è cresciuto del 10% su base annua. Oltre 350 aziende tedesche operano in Serbia e hanno più di 31.000 dipendenti. Il modo migliore per intensificare ulteriormente le nostre relazioni economiche è che la Serbia continui a lavorare in vista dell’adesione all’UE. Quindi, le riforme in materia di pubblica amministrazione, di legislazione, la modernizzazione del sistema di appalti, contribuiranno a stabilire condizioni migliori per gli investitori. L’esistenza di tribunali indipendenti e l’amministrazione professionale costituiscono elementi molto importanti per le piccole e medie imprese. Inoltre, gli oltre 400.000 serbi che vivono in Germania contribuiscono a rendere più stretti i rapporti politici ed economici tra i due paesi.

La crisi dei migranti ha colpito duramente l’Europa, in particolare quei paesi che si trovano lungo la rotta che i migranti attraversano. Qual è la sua opinione su ciò che la Serbia ha fatto finora in questo ambito e quale potrà essere l’aiuto da parte dell’UE in futuro?

Durante la mia visita lo scorso settembre, sono stato in grado di rendermi conto della situazione e ho notato che la Serbia, come paese di transito sulla cosiddetta rotta balcanica occidentale, ha dimostrato di possedere un vero spirito di squadra europeo. Molti cittadini serbi hanno riservato ai profughi un trattamento umano, forse perché è ancora vivo nella memoria il ricordo di cosa significa essere rifugiato. L’UE ed il mio paese hanno fornito il loro aiuto e siamo disposti a continuare in questo modo. Attualmente stiamo monitorando attentamente gli sviluppi della situazione, mantenendo regolarmente contatti con i nostri partner in Serbia. E’ molto importante stabilire una buona cooperazione con la Turchia in modo da diminuire il numero delle persone che decidono di mettere a repentaglio la propria vita attraversando il Mar Egeo nel loro cammino verso l’Europa. Siamo anche consapevoli del fatto che i rifugiati non sono solo di passaggio in Serbia, ma che talvolta sono destinati a rimanere qui a lungo.

La crisi dei migranti ha portato alla nascita di movimenti di estrema destra in Germania. Come può essere arginato questo fenomeno?

La paura dei migranti viene deliberatamente incitata. Mi chiedo spesso di cosa queste persone abbiano paura e da dove provengano queste preoccupazioni. La Germania è un paese forte e non possiamo permettere il dilagare di conflitti sociali. Senza dubbio, la convivenza con la diversità culturale, religiosa ed etnica pone numerose sfide. Dovremmo lavorare su questo, e avere tempo e spazio nel dibattito pubblico. Risposte semplificate, il puro populismo e le tattiche intimidatorie dovrebbero essere eliminate.

Cosa si aspetta che accada al prossimo Pride a Belgrado?

Sono contento che il Pride si svolgerà anche quest’anno. Sono ottimista sull’impegno delle autorità serbe nel proteggere tutti i partecipanti in modo che lo svolgimento della manifestazione non sia compromesso. Lo scopo è quello di consentire alla comunità LGBT di essere parte della società, e non relegata ai suoi margini. Mi piacerebbe vedere altre persone partecipare, non solo i membri direttamente interessati della comunità LGBT. L’obiettivo è quello di incontrarsi e conoscersi l’un l’altro. Solo in questo modo siamo in grado di superare i pregiudizi.

Crede che l’UE insisterà con la Serbia sul tema delle sanzioni alla Russia?

Proseguendo con i negoziati di adesione, è di vitale importanza che la Serbia si allinei alla politica estera comunitaria. Nessuno pretende che la Serbia interrompa i suoi rapporti di amicizia con la Russia. Ma è anche imperdonabile inviare segnali contrastanti ed ambigui.

(Blic, 2016/11/09)

http://www.blic.rs/vesti/politika/nemacki-ministar-za-blic-mihael-rot-kada-budete-u-eu-sa-kosovom-sve-mora-da-bude/tvx7yce

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