Ritorno dei visti per entrare in UE?

Giovedì è entrato in vigore il procedimento d’urgenza per la reintroduzione dei visti per i cittadini dei Paesi da cui provengono coloro che richiedono asilo in Europa senza averne diritto.

Il procedimento è stato votato a dicembre dal Parlamento europeo come misura di difesa contro coloro che sfruttano la cancellazione dei visti decisa nel 2010: negli ultimi mesi è infatti aumentato il numero di persone provenienti dai Paesi dei Balcani che giungono nella UE e richiedono il visto di soggiorno pur non avendone il diritto. Il procedimento – per il quale può fare richiesta qualsiasi Paese membro – rende possibile la reintroduzione d’urgenza dei visti nel caso di ingressi clandestini, aumento considerevole delle domande di asilo senza motivazione e ritorno di individui che hanno infranto il meccanismo che regola il soggiorno nella UE.

La misura – approvata, ripetiamo, a dicembre – era paventata già da mesi; in Serbia, come negli altri Paesi che hanno usufruito dell’allentamento dei visti, ancora ora la paura è che venga operata una stretta sulla possibilità di entrare nella UE. Da Bruxelles, comunque, la Commissione europeafa sapere che segue la situazione e che, almeno per ora, nessun Paese membro è intenzionato a muoversi in questa direzione. Neanche la Germania – che ha visto aumentare considerevolmente le istanze di soggiorno – vuole farlo: in un’intervista all’agenzia Tanjug, l’Ambasciatore a Belgrado Heinz Wilhelm ha dichiarato che nessuno in terra teutonica pensa di reintrodurre i visti e che questa misura è difficilmente ipotizzabile per un Paese che sta per iniziare i negoziati di adesione.

vize

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