L’australiano Chad Blewitt, storico leader di Rio Tinto, un anno fa ha lasciato ufficialmente la carica di direttore di Rio Sava Exploration, controllata del gigante minerario in Serbia.
Circa dieci giorni prima di lui, ha fatto lo stesso il secondo rappresentante legale dell’azienda, il connazionale di Blewitt, Jamie Hite. Al loro posto subentrano figure originarie di questa regione.
Come si evince dai dati dell’Agenzia dei registri delle imprese (APR), la cancellazione di Hite come rappresentante legale è stata registrata il 3 luglio. Al suo posto è stato nominato Bora Pasuljević.
Circa dieci giorni dopo, per la precisione il 14 luglio, presso l’APR è stato registrato un altro cambiamento. Anche Chad Matthew Blewitt è stato rimosso dalla carica di rappresentante legale. Al suo posto è stato nominato Varnava Petrović.
Il mandato triennale di Blewitt in questo ruolo era scaduto.
Prima di Blewitt e Hite, anche il canadese Robert Beaulieu aveva lasciato la carica di rappresentante legale nel febbraio di quest’anno (sostituito da Hite).
Manutenzione del progetto
Pasuljević e Petrović continueranno a guidare l’azienda nella cosiddetta fase di “care and maintenance”, ossia la fase di vigilanza e manutenzione del progetto Jadar che Rio Tinto sta realizzando in Serbia.
Come dichiarato dai rappresentanti dell’azienda all’inizio dell’anno, “Rio Tinto ha preso la decisione di far entrare il progetto Jadar in una fase di vigilanza e manutenzione (care and maintenance), che comporta una valutazione complessiva dei costi di progetto, del personale e delle risorse”.
Contemporaneamente al cambio ai vertici di Rio Sava, Pasuljević e Petrović sono stati nominati direttori anche in un’altra società di Rio Tinto in Serbia legata al progetto Jadar. Si tratta della società Jadar Free Zone Management Company d.o.o. di Belgrado, controllata di Rio Sava. Fondata nel 2021, ha come attività principale il magazzinaggio. Anche in queste posizioni hanno preso il posto di Blewitt e Hite.
Bora Pasuljević
Oltre ai ruoli nelle due società di Rio Tinto in Serbia, Pasuljević possiede anche un’impresa privata. Si tratta della Programex Advisory, di cui è unico proprietario. È una società di consulenza fondata nel febbraio 2025.
Secondo le informazioni del suo profilo LinkedIn, è un esperto di gestione strategica dei progetti. Vanta oltre 20 anni di esperienza nella realizzazione di grandi programmi di trasformazione nel Regno Unito, in Medio Oriente, Europa e Africa. Ha ricoperto posizioni di rilievo presso Deloitte ed Ernst & Young.
Vive a Londra e, in un articolo su un nuovo complesso residenziale pubblicato 10 anni fa, è apparso come intervistato per avervi acquistato un appartamento. Nell’articolo dichiarava di essere svedese.
Nella sua biografia su LinkedIn indica di aver lavorato per grandi clienti, tra cui Rio Tinto. Ha realizzato progetti in settori quali energia, estrazione mineraria, trasporti, immobiliare e altri.
Lavora come consulente indipendente da un anno e mezzo e non ha aggiornato il curriculum con il suo nuovo ruolo in Rio Tinto. La descrizione riporta solo che attualmente gestisce un progetto strategico per un cliente minerario globale, riferendo direttamente all’amministratore delegato. Le sue responsabilità includono la coordinazione dei programmi, la gestione del rischio, il coinvolgimento di tutti gli stakeholder e il supporto alle decisioni strategiche, senza però specificare il nome dell’azienda.
Varnava Petrović
D’altra parte, Petrović indica nella sua biografia su LinkedIn di essere in Rio Tinto da un anno e quattro mesi, ricoprendo la carica di operations manager. In precedenza ha lavorato anche per Bechtel nella divisione miniere e metalli, oltre che per Adriatic Metals.
Ha conseguito la formazione universitaria presso tre atenei in Australia, paese in cui ha sviluppato anche la sua carriera professionale. Tra i vari ruoli, ha lavorato presso l’agenzia statale per le infrastrutture stradali.
È un esperto di salute e sicurezza sul lavoro.
Riduzione delle attività
Il bilancio di esercizio di Rio Sava per lo scorso anno mostra il proseguimento della generazione di perdite, ma anche un ridimensionamento delle attività in linea con la modalità operativa annunciata (sebbene la decisione ufficiale di passare alla fase di care and maintenance sia stata formalizzata solo nel novembre 2025).
Nel 2025 la società ha registrato una perdita netta di sei miliardi di dinari, pari a 51,5 milioni di euro, con un calo del 21% rispetto all’anno precedente.
In linea con la strategia di mantenimento del progetto, le spese operative si sono ridotte da 7,57 a 5,9 miliardi, e i costi totali sono scesi da 7,83 a 6,17 miliardi di dinari.
Le immobilizzazioni, costituite da brevetti e immobili acquistati, sono rimaste praticamente invariate, ma si nota una consistente riduzione dell’attivo circolante. Soprattutto, Rio Tinto ha ridotto la liquidità disponibile da 2,74 miliardi di dinari a “soli” 548,4 milioni, pagando i fornitori in patria e all’estero.
Fondi garantiti per l’operatività futura
Tuttavia, nella documentazione finanziaria sono presenti diversi segnali che indicano come l’azienda nutra ancora speranze nel proseguimento del progetto Jadar.
In primo luogo, viene specificato che la capogruppo ha fornito un supporto finanziario continuativo approvando 28 milioni di dollari nel luglio dello scorso anno. Alla data del 31 dicembre dello scorso anno tali fondi non erano stati ancora prelevati, rimanendo quindi a disposizione. Si aggiunge che Rio Sava dispone di una conferma scritta relativa al finanziamento per almeno 12 mesi a partire dall’approvazione dei bilanci, il che suggerisce una copertura non solo per il 2026 ma anche per la prima metà del 2027, dato che il bilancio in questione è stato approvato di recente, per la precisione il 30 giugno. La dirigenza si aspetta inoltre che, in caso di necessità, vengano messi a disposizione ulteriori fondi per saldare gli impegni.
Non abbandonano la Serbia
Dalle informazioni finanziarie emerge inoltre che Rio Sava ha aumentato notevolmente il proprio patrimonio nel 2024, quando ha iscritto a bilancio tra le attività immateriali un brevetto del valore di 2,27 miliardi di dinari. Secondo quanto riportato, si tratta di un brevetto per l’implementazione del processo di preparazione e lavorazione della materia prima minerale contenente boro e litio (minerale di jadarite) al fine di ottenere prodotti di valore commerciale. Viene precisato che il brevetto al momento non è pronto per l’uso. Il suo valore non è stato svalutato nel bilancio dello scorso anno, nonostante il progetto si trovi in fase di manutenzione.
Rio Sava ha condotto una valutazione del valore del brevetto e tra le ipotesi chiave del calcolo rientra “l’aspettativa che la Società ottenga in futuro le autorizzazioni normative, le licenze e i permessi necessari per la realizzazione del progetto Jadar, e che il progetto riprenda in conformità ai piani della dirigenza al termine del periodo di care and maintenance”.
Si aggiunge anche che Rio Tinto ha deciso di passare alla fase di manutenzione a causa del “cambiamento nelle tempistiche per l’ottenimento dei permessi necessari” e che la società “non sta abbandonando la Repubblica di Serbia”.
Nel report si legge che Rio Sava e il Gruppo Rio Tinto stanno “valutando le opzioni con tutti gli stakeholder per l’ulteriore realizzazione di questa opportunità di prim’ordine nel rispetto dei più alti standard ambientali, considerando contemporaneamente tutte le opzioni legali disponibili”.
(Forbes Serbia, 21.07.2026)
