Rinnovo del passaporto non scontato per i non iscritti AIRE

Non è scontato il rinnovo del passaporto al consolato italiano a Belgrado per chi ha doppia cittadinanza, italiana e serba.

Nonostante la pandemia renda complicato e anche relativamente pericoloso muoversi in aereo tra Serbia e Italia, la scelta della rappresentanza diplomatica in Serbia è quella di rilasciare i passaporti solo nei casi di necessità e urgenza, casi individuati discrezionalmente dallo stesso Consolato.

In tutti gli altri casi il cittadino italiano, non iscritto AIRE, che si trova al momento o stabilmente in Serbia, dovrebbe recarsi in Italia per richiedere il passaporto e il relativo nulla osta dall’autorità di polizia.

A seguito di una richiesta rifiutata di emissione del passaporto di una cittadina con doppia cittadinanza serba e italiana, il Serbian Monitor ha contattato il primo segretario capo della cancelleria consolare Federica Cattoi. La diplomatica con grande cortesia ha così specificato per email: “La normativa (Legge 21 Novembre 1967 n. 1185) prevede che il rilascio del passaporto deve essere richiesto all’Autorità competente secondo il luogo di residenza (in Italia, nel comune di residenza). In caso di comprovata necessità ed urgenza, può essere richiesto ad altra Autorità (Ambasciata d’Italia a Belgrado), che, per poter procedere necessita del “nulla osta e delega” della competente Autorità (comune di residenza in Italia). Possiamo comunque rilasciare un ETD (Emergency Travel Document, art. 23, comma 3 del d.lgs. 71/2011) un documento di viaggio provvisorio con validità di 5 giorni a partire dalla data di rilascio. Può essere emesso in caso di furto/smarrimento, scadenza, deterioramento, o temporanea indisponibilità di passaporto o carta d’identità ed utilizzato per il solo rientro in Italia o verso lo Stato membro dell’UE in cui il/la richiedente ha la residenza permanente.”

Abbiamo contattato anche il consolato a Rijeka (Fiume) per la medesima fattispecie e ci hanno comunicato che in casi del genere il passaporto viene emesso in pochi giorni. Altre fonti diplomatiche italiane ci hanno tenuto a specificare: “Sin dall’inizio della pandemia il Ministero degli Esteri italiano ha costantemente supportato tutti gli italiani nel mondo nel disbrigo delle formalità burocratiche, nella consapevolezza che il nulla osta degli uffici di polizia (dunque Questura, non Comune di residenza!) non richiede che pochi secondi e cercando sempre di evitare rischiosi e complicati viaggi ai nostri connazionali”.

La dottoressa Cattoi ha comunque ricordato la possibilità di emissione di passaporti anche a persone non iscritte all’AIRE: “In proposito, in risposta alle singole richieste, l’Ufficio consolare si basa sulla normativa in vigore, che ho già menzionato, ragione per cui in passato abbiamo emesso, cosi come stiamo emettendo nelle circostanze attuali e continueremo a farlo in futuro, i passaporti a connazionali non residenti con la procedura di “nulla osta e delega” che ne facciano richiesta per ragioni di urgenza e comprovata necessità”.

La pandemia in corso non è dunque di per sé una ragione valida sufficiente. Non ci è dato sapere cosa, o chi, faccia propendere per le ragioni di urgenza e necessità.

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