Rimane grigio il futuro della Fiat a Kragujevac

La produzione della “Fiat 500 L” nello stabilimento di Kragujevac è stata sospesa un’altra volta fino al 12 aprile. L’approvvigionamento complicato e lento dei componenti per la produzione di tale modello potrebbe essere una conseguenza della crisi dovuta alla guerra in Ucraina.

I dipendenti non sanno quale sarà il futuro della fabbrica e sperano che le buone notizie sulla produzione di un nuovo modello, annunciate dai vertici statali la fine dello scorso anno, si realizzino. Il presidente del Sindacato Indipendente della “Fiat Plastik”, Zoran Miljković, ha detto di aver informazioni non ufficiali dall’ufficio della Premier serba che la produzione rimarrà in Serbia e che dal 2023 saranno prodotti i modelli elettrici, molto probabilmente, della Fiat Panda.

“Sono tutte speculazioni, stiamo ancora aspettando informazioni ufficiali”, ha sottolineato. “Il Presidente della Serbia aveva annunciato buone notizie per la Fiat, anche prima delle elezioni, ma per ora sono arrivate solo queste informazioni non ufficiali”, ha detto Miljković. Lo stesso ha aggiunto che non c’è produzione in questi giorni e che non ci sarà fino al 12 aprile e che sono previsti solo due o tre giorni lavorativi per il mese di aprile, sottolineando però che malgrado la situazione sia molto difficile in prospettiva può esserci speranza.

“La manodopera qui costa poco, i padiglioni sono nuovi, le condizioni per fare affari sono straordinarie, perché si sa che non si pagano i consumi energetici al nostro Paese. Ma, per ora, sembra tutto grigio, perché non c’è l’arrivo di un nuovo modello e lavoriamo solo due o tre giorni al mese”, ha precisato Miljković, dichiarando che gli stipendi dei lavoratori sono “estremamente ridotti”. “Attualmente stiamo accettando il minimo sindacale, che al giorno d’oggi è inammissibile. Speriamo che questo cambi presto, altrimenti dovremo cercare un altro lavoro per vivere”.

Secondo lui, le partenze dei lavoratori serbi per lavorare nella stessa fabbrica in Slovacchia sono la conferma che in Serbia non c’è lavoro. “Il management sta cercando di togliersi dai piedi i lavoratori e mandarli all’estero. Se in Slovacchia le condizioni fossero così buone, i loro operai lavorerebbero lì e non ci andremmo noi dai Balcani”, ha concluso.

Šta će biti sa kompanijom Fiat u Kragujevcu?

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