La visita di Putin divide filorussi ed eurofili

La visita di Vladimir Putin in Serbia  in occasione delle celebrazioni del 70mo anniversario della liberazione di Belgrado dall’occupazione nazista è sicuramente un avvenimento politico di grande importanza per la Serbia, ma non solo. Anche sul fronte interno i pareri sulla posizione che debba tenere la Serbia sono discordi, a dimostrazione della difficoltà di trovare un equilibrio tra le due posizioni.

La portavoce della UE per gli Affari  esteri e la politica estera Maja Kocancic ieri aveva dichiarato che la UE si aspetta che la Serbia mantenga il suo orientamento pro-europeo anche dopo la visita di Putin in Serbia. La Kojancic ha anche ricordato che la Serbia, in quanto stato in fase di negoziazioni per diventare membro della UE, ha accettato di adattare gradualmente la sua politica alle indicazioni della UE non solo per quanto riguarda le sanzioni economiche nei confronti della Russia, ma quanto piuttosto nell’orientamento generale della sua politica estera.

Qualche giorno fa la direttrice del Centro per gli studi euroatlantici di Belgrado, Jelena Milic, in un’intervista all’agenzia montenegrina Mina, aveva commentato che lo scopo principale della Russia è quello di soffocare il processo di eurointegrazione di Serbia, Bosnia e Montenegro. Commentando sui rapporti storici che legherebbero Russia e paesi dei Balcani, la Milic ha detto che si tratta per lo più di miti e incorrettezze, e ha aggiunto ch tra Russia e Serbia non esistono rapporti così intensi né culturali, né tecnici e nemmeno economici .

Di opinione contraria è invece  Dusan Prorokovic, giornalista ed esperto in rapporti internazionali, che dalle pagine del quotidiano Vecernje Novosti ribadisce l’importanza per la Serbia di rafforzare i rapporti con la Russia, sostenendo che, guardando alla storia, ogni qualvolta la posizione della Russia è stata più forte, anche la Serbia ne ha tratto vantaggio. E aggiunge che la visita di Putin a Belgrado non è solo importante per la Serbia, ma anzi forse ancora di più per la Russia e per la UE.

La venuta di Putin in Serbia e le sue conseguenze e implicazioni, sono tenute in osservazione anche dalla comunità internazionale. Per l’Agenzia di stampa France Press la visita del premier russo è vista come il tentativo della Russia di affermare la sua influenza sui paesi aspiranti a entrare nella UE. Per l’Agenzia Reuters invece, la parata militare, spostata di quattro giorni per l’ospite d’onore Putin, è un gesto dall’alto valore simbolico che spinge la Serbia, indebitata con la Russia ma che vede il suo futuro economico con la UE, a gestire un’azione dall’equilibrio estremamente delicato.

 

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One Reply to “La visita di Putin divide filorussi ed eurofili”

  1. vale ha detto:

    Ciao, anche io avevo letto l’intervista della Milic, e a tal proposito, non si potrebbedire che l’intenzione della Russia di mettere il bastoni tra le ruote all’integrazione Serba all’UE sia un tentativo di destabilizzare l’intera Unione Europea? Dopotutto non è forse vero che la politica di integrazione è l’unica politica di successo che l’UE può vantare?

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