Rifiuti: un’opportunità da sfruttare

Non riciclando i rifiuti, ogni anno la Serbia perde 50 milioni di euro: circa l’80% della spazzatura finisce nelle discariche, ma a causa di un sistema mal organizzato, la sopravvivenza del sistema di riciclaggio è messa in discussione.

L’anno scorso sono stati pagati 5 miliardi di tassa ambientale, che però non sono stati ricevuti da coloro a cui sarebbero destinati. In Serbia non esiste un sistema organizzato per la raccolta dei materiali riciclabili [in realtà alcune municipalità della città di Belgrado fanno la raccolta differenziata porta a porta, ndr.]; per questo se ne occupano principalmente i Rom. Vicino a Vinca, località alle porte di Belgrado dove si trova la più grande discarica del Paese, sorge una baraccopoli dove stanno Rom che vivono proprio della raccolta di rifiuti. Qui c’è gente che è nata in questo luogo e che passa tutta la vita a raccogliere plastica, ferro e altri materiali. Stando ai dati della Camera di commercio, in Serbia ci sono circa 30.000 persone che raccolgono autonomamente i materiali riciclabili; il loro lavoro potrebbe essere legalizzato con l’apertura di trenta “fabbriche verdi”, aziende che si occuperebbero del riciclo. Slavko Jovanovic, membro del Consiglio nazionale dei Rom, afferma che “anche in Europa i Rom fanno questo lavoro, ma in modo molto meglio organizzato. Sono più qualificati, hanno attrezzature di protezione e pagano tasse e contributi. Tutto questo purtroppo in Serbia non esiste. Spero che un giorno adotteremo anche noi quel sistema”:

L’anno scorso è stato recuperato un quarto di rifiuti in meno rispetto al 2012, mentre circa 2000 persone hanno perso il lavoro. La ragione principale, spiega Ana Petrovic Vukicevic dell’Associazione delle aziendeserbe di riciclaggio, è che lo Stato non ha pagato il risarcimento per i rifiuti recuperati nel 2013: “Per questo, le aziende che si occupano di riciclo hanno problemi di liquidità. La conseguenza è che oggi abbiamo cinque milioni di chili di rifiuti pericolosi per i quali non abbiamo mezzi per il recupero”.

(RTS, 18.02.2014)

reciklaza

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top