Ricevuta la deliberazione formale sull’arresto di Seselj

Ieri è giunta al Ministero della Giustizia serbo è ricevuta una lettera della Tribunale Penale Internazionale dell’Aja nella quale si richiede il ritorno all’Aia del leader del Partito radicale serbo Vojislav Seselj, viene riportato dalla suddetta istituzione all’agenzia Tanjug. Seselj ha ribadito che non tornerà volontariamente a Scheveningen, ma che non vuole neanche fuggire.

La Camera d’appello del Tribunale Penale Internazionale dell’Aja richiede dal governo della Serbia di arrestare il leader del Partito radicale serbo Vojislav Seselj e di estradare lui oggi, 26 maggio, cosa che non può essere evitato neanche per quanto riguarda la sua salute, si legge sul quotidiano “Politika”. “La sua salute potrebbe non essere danneggiata ritornando all’Aia” viene scritto nella lettera.  Nel documento è stato scritto che Seselj al Tribunale ha risposto che non ha violato l’ordine di Camera di primo grado di essere rilasciato sulla libertà provvisoria, che non vi è alcun pericolo di fuga, che non ha influenzato i testimoni e che nessun testimone è compromesso. È stato sottolineato inoltre che dalla Camera d’appello, dopo essere stato concluso che la Camera di primo grado ha commesso un errore revocando la decisione sul rilascio di Seselj, il 13 gennaio è stata  annullata la decisione della Camera di primo grado  ed è stato anche ordinato che venga immediatamente ritirata e che il leader radicale serbo ritorni all’Aia. L’ordine del Tribunale di Appello non è stato firmato da due dei cinque giudici ovvero da Bakhtiyar Tuzmukhamedov e  da Koffi Kumelio Afande.

Il primo ministro serbo Aleksandar Vucic ha dichiarato che dopo aver ricevuto la richiesta del ritorno di Seselj dalla Camera d’Appello del Tribunale dell’Aia, il Governo serbo agirà in conformità con il diritto internazionale.

“Continuerò  le attività del partito, come se non fosse successo nulla e continuerò anche a consentire al governo di cura di me, in qualsiasi modo lo faranno”, ha detto Seselj all’agenzia Tanjug prima della promozione del suo libro “Incitamento all’odio come un crimine contro l’umanità ” a Belgrado. Commentando l’annuncio da parte del Governo che dopo aver ricevuto tale richiesta agirà secondo la legge e secondo il diritto internazionale, Seselj ha detto che in questo caso da parte del Governo serbo la legge sarà violata, perché la Costituzione della Serbia garantisce i diritti umani . “E nel mio caso, nel Tribunale dell’Aja tutti i diritti umani sono stati violati”, ha detto Seselj.

RTS 25.05.2015

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