Referendum: “Vučić vorrebbe adottare la politica europea”

In una dichiarazione per The voice of America, Timothy Ash, capo della Strategia di credito per il Centro-Est Europa, il Medio Oriente e l’Africa di Nomura International, ha dichiarato che “tutto è possibile” quando si tratta di indire un referendum nella Repubblica serba di Bosnia (Repubblica Srpska).

“La Serbia avrà un ruolo importante in questa decisione, e Vučić è disposto ad adottare la politica europea in questo momento”, ha dichiarato Ash.

Come riporta The Voice of America, la decisione sul referendum è incerta dal momento che la Camera dei Rappresentanti del Parlamento della Bosnia ed Erzegovina ha respinto la proposta di Denis Becirovic di includere il dibattito sul referendum nell’agenda del Parlamento.

Inoltre, gli ambasciatori del Consiglio per l’attuazione della pace in Bosnia-Erzegovina (ad eccezione di quello russo), hanno invitato le autorità della Repubblica a non tenere un referendum sulla Festa della Repubblica, in quanto fattore che potrebbe destabilizzare la Bosnia-Erzegovina.

“Gli ambasciatori del Consiglio hanno ricevuto rassicurazioni dalla Repubblica sul fatto che l’obiettivo del referendum è quello di “essere un passo verso l’attuazione di una decisione presa dalla Corte costituzionale di Bosnia ed Erzegovina”. Tuttavia il Consiglio riconosce che il Presidente della Repubblica serba di Bosnia e il suo Parlamento nazionale hanno contestato l’autorità delle istituzioni legislative statali in Bosnia-Erzegovina in diverse occasioni. Tali dichiarazioni e azioni sono in contrasto con l’Accordo generale di Pace e con la Regola della Legge e sono semplicemente inaccettabili”, hanno dichiarato gli ambasciatori del Consiglio di Gestione in un comunicato stampa.

I media balcanici sostengono che i governi di Belgrado e Zagabria stanno strumentalizzando il referendum per favorire i propri interessi.

“Non ci sono elezioni in Croazia, il che certamente non aiuta. Non sono sicuro se ci sia alle spalle un ordine del giorno, ma probabilmente la mancanza di una chiara leadership in Croazia al momento permette ad alcune persone di sfruttare la situazione”, ipotizza Ash.

L’analista aggiunge anche che la situazione nei Balcani dovrebbe calmarsi dopo il voto, in conseguenza dello spostamento dell’attenzione su altro.

“C’è solo un problema. Dopo la Brexit e il referendum olandese sulla accordo per l’Associazione Ucraina, credo che ci siano numerosi dubbi circa l’allargamento dell’UE al momento. Negli ultimi dieci anni, i paesi dei Balcani, come la Serbia e la Croazia, hanno aperto la strada verso l’adesione all’UE, con buone possibilità di diventare membri. Tuttavia, se non vi è più la possibilità per la Bosnia, la Serbia e la Macedonia, perché questi paesi dovrebbero rinunciare alla loro sovranità e agli interessi nazionali per uno scopo più alto?” conclude Ash.

(B92, 2016/08/31)

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