Nel rapporto annuale sui progressi della Serbia e degli altri Paesi candidati, la Commissione europea ha valutato che, nel campo dello Stato di diritto, in Serbia si sono registrati stalli e regressi. La Commissione ha mantenuto la valutazione formulata già nel 2021, secondo cui la Serbia soddisfa i criteri tecnici per l’apertura del Cluster 3, ma chiede a Belgrado di impegnarsi di più in un graduale allineamento alla politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea.
La commissaria europea per l’allargamento, Marta Kos, ha sottolineato che la Serbia deve progredire verso un allineamento più forte e coerente con la politica estera e di sicurezza comune. È inoltre necessaria una comunicazione più proattiva e obiettiva sul processo di adesione all’UE e l’evitare la retorica anti-europea.
La Commissione osserva che la polarizzazione nella società serba si è approfondita nel contesto delle proteste che si sono svolte in tutto il Paese nell’ultimo anno.
“Tutti i Paesi della regione sono pienamente allineati con l’UE, mentre il livello di allineamento della Serbia, sebbene migliore rispetto al passato, si attesta ora al 62%. Ci aspettiamo che la Serbia superi lo stallo nel settore della giustizia e dei diritti fondamentali e che inverta urgentemente la tendenza negativa per quanto riguarda la libertà di espressione e l’erosione delle libertà accademiche, oltre a migliorare la legislazione elettorale. È ciò che chiedono anche i cittadini della Serbia”, ha dichiarato Kos.
Il rapporto consegnato alla presidente dell’Assemblea nazionale
L’ambasciatore dell’Unione europea in Serbia, Andreas von Beckerath, ha consegnato il Rapporto europeo alla presidente dell’Assemblea nazionale, Ana Brnabić, sottolineando che l’impegno della Serbia verso l’Unione europea deve tradursi in atti concreti e azioni decise, in riforme e in una narrazione pubblica capace di portare benefici tangibili ai cittadini serbi. “La Serbia ha bisogno di riforme credibili e misurabili in vari settori, soprattutto nello Stato di diritto, nel funzionamento delle istituzioni democratiche, nella libertà di espressione, nella libertà dei media e nel rispetto dei diritti umani. Tutti questi ambiti rappresentano le basi del processo di adesione”, ha affermato Bekerat.
La presidente dell’Assemblea nazionale, Ana Brnabić, ha dichiarato che il rapporto rappresenta una guida sia per il potere esecutivo, cioè il governo, sia per quello legislativo, cioè il parlamento. Più importanti di ciò che è accaduto nel periodo oggetto del rapporto sono le raccomandazioni su ciò che può essere fatto per accelerare il percorso europeo della Serbia. “Per me, come presidente dell’Assemblea nazionale, l’aspetto assolutamente più rilevante del rapporto è che la Commissione europea, per il quinto anno consecutivo, ha invitato gli Stati membri dell’UE ad aprire il Cluster 3 nei negoziati con la Serbia. Ed è questo il nostro obiettivo principale in questo momento”, ha dichiarato Brnabić.
Tenendo conto di alcuni recenti sviluppi, come la riapertura della procedura per la nomina del nuovo Consiglio dell’Autorità di regolamentazione dei media elettronici e i progressi nel processo legislativo sulla Legge relativa all’elenco unico degli elettori, la Commissione conclude che occorre fare di più e che vede la Serbia come parte integrante dell’Unione europea.
(Euronews, 04.11.2025)
https://www.euronews.rs/srbija/politika/195197/srbija-suocava-sa-izazovima-na-putu-ka-eu/vest
