Rapporto UE più duro sulla Serbia: realizzate solo metà delle promesse

Dopo che il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione con le valutazioni più negative sulle riforme in Serbia, Belgrado si troverà ora di fronte a critiche ancora più serie provenienti da Bruxelles.

La Commissione europea pubblicherà il 4 novembre i rapporti sull’allargamento per tutti i Paesi candidati e, secondo le informazioni del corrispondente di N1 dall’UE, quello sulla Serbia sarà il più sfavorevole dall’inizio dei negoziati di adesione, scrive N1. Le principali critiche riguarderanno i regressi nel campo della democrazia, dei diritti fondamentali e della libertà dei media.

Fonti di N1 sottolineano che Bruxelles è consapevole di alcuni progressi, come le attività per la formazione della nuova composizione del Consiglio di regolamentazione dei media elettronici (REM), l’adozione delle leggi sui media o l’avvio della revisione del registro elettorale, ma ribadiscono che “il progresso esiste solo quando le riforme vengono pienamente attuate”.

Un problema particolare rimane il debole allineamento della Serbia alla politica estera dell’UE, in particolare per quanto riguarda le sanzioni contro la Russia.

Sebbene nella redazione del rapporto venga considerata la percentuale complessiva di allineamento, i “trucchi” delle autorità serbe per aumentare tale percentuale adeguandosi a decisioni che non hanno alcun legame con l’aggressione russa contro l’Ucraina non possono passare inosservati.

Secondo le fonti di N1, la Commissione europea ritiene che “non sia più possibile sedersi su due sedie” e che sia giunto il momento per Belgrado di definire chiaramente se la sua priorità strategica sia l’Unione europea o Mosca.

N1 apprende inoltre che, per la prima volta, la Commissione europea nel rapporto sull’allargamento non proporrà l’apertura del Cluster 3, come invece aveva fatto negli anni precedenti. Si prevede una formulazione più prudente, ovvero la conferma che la Serbia è “tecnicamente pronta” per l’apertura di tale cluster, ma senza raccomandare al Consiglio dell’UE di procedere in tal senso.

Secondo le informazioni del corrispondente di N1 presso l’UE, il principale ostacolo all’apertura del Cluster 3 è stato creato dallo stesso governo serbo. Alla fine dello scorso anno Belgrado ha inviato agli Stati membri un non-paper, ossia un elenco delle misure di riforma che il Governo della Serbia si era impegnato a realizzare per l’apertura di quel cluster. Tuttavia, a Bruxelles si ritiene che non sia stata attuata nemmeno la metà di tali promesse.

Il rapporto sull’allargamento sarà pubblicato il 4 novembre e, secondo le fonti di N1, il tono nei confronti della Serbia sarà “notevolmente più severo” rispetto agli anni precedenti.

(Nova.rs, 29.10.2025)
https://nova.rs/vesti/politika/najostriji-izvestaj-ek-o-srbiji-do-sada-beograd-nije-realizovao-ni-polovinu-obecanja/

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