Rapporto suIl’industria serba: il tessile dimezza la produzione

I rapporti sull’andamento del settore nel anno corrente e scorso indicano un calo preoccupante.

Quasi la totalità della produzione nell’anno scorso, cioè il 98,5 % del valore aggiunto lordo, viene utilizzato per il pagamento degli interessi. L’effetto negativo della industria è aumentato enormemente in comparazione con l’anno precedente, cioè da 3.220 milioni dinari a 41.282 milioni, cioè 13 volte di più.

Quasi un terzo delle perdite cumulate dell’economia risulta essere avvenuto nelle imprese di questo settore. Queste perdite ammontano a 891.387 milioni di dinari, cioè 14 volte di più delle perdite dell’anno scorso, mentre la percentuale del capitale perso è aumentata dal 34% al 35,6%, come pubblicato nel rapporto dell’Agenzia per i registri commerciali.

Questo rapporto indica i problemi e le difficoltà nell’economia serba, nonché i dati statistici relativi al mese di luglio, è stato accolto con rassegnazione dagli imprenditori, poiché esso non ha suscitato nessuna attenzione da parte delle autorità oppure dell’opinione pubblica.

“I dati relativi alla produzione industriale a luglio 2014 indicano trend dramatici. In questo mese la produzone si è ridotta del 13 %, mentre la riduzione nel periodo gennaio – luglio è pari al 3,2%. Il dato che la produzione del settore tessile è caduta del 55,5% è piuttosto allarmante. L’unica cosa che possono fare gli imprenditori è chiedersi quando la quantità di questi dati negativi potrà portare alla convocazione di una sessione straordinaria del Governo e a un dibattito in Parlamento in relazionei a grandi problemi del segmento più importante dell’economia” dice per il quotidiano “Danas” Milan Knežević, presidente della Camera delle piccole e medie imprese.

Solo in luglio, la produzione mineraria è crollata del 32,1%, la sola estrazione del carbone del 51,8%, la fornitura di energia elettrica e gas del 37,4%. Benchè questi fossero attesi come conseguenza dell’alluvione, è sorpredente il calo della produzione dei veicoli per il 24,3%, anche se in questo settore vi è l’aumento cumulato dall’inizio dell’anno dell’ 8,8%.

In comparazione con lo stesso mese dell’anno scorso, esclusa la produzione del tessile, la riduzione maggiore è avvenuta nel settore di produzione dei metalli per il 47,4% e nel settore automobilistico per il 43,3%.

Le perdite cumulative ammontano a 2.856.712 milioni di dinari e indicano un loro aumento a metà anno del 13,9%. Il numero di imprese che registrano perdite cumulative è aumentato di 1.217 unità. Perdite superiori all’ammontare del capitale sociale si registrano in 26.614 società, mentre le perdite fino all’ammontare del capitale sociale vengono dichiarate da 39.168 società.

La maggiore riduzione degli impiegati, pari al 4%, risulta ricorrere nelle imprese che assumono tra 11 e 50 persone. L’utile è minore per il 1,9% relativamente all’anno precedente, i fatturati sono diminuiti del 5,3%, e i costi sono aumentati per il 3%. La perdita totale dell’economia ammonta a 23.119 milioni dinari, registrata su 32.166 società, mentre 8.616 di esse non hanno risposto al rapporto.

“L’illusione del recupero leggero dell’economia è frutto dalla crescita delle esportazioni di quasi il 25%, nonché la crescita del livello della produzione industriale di 5,5%. Ci sono dei risultati positivi nei settori sui quali non potrebbe influire neanche la politica sbagliata e che dipendono più dalla natura che dalla politica o dall’andamento dell’economia: agricultura, produzione minieraria, settore energetico” dice Milan Knežević e spiega che i risultati degli effeti e delle basi statistiche del 2012 erano migliori.

Nel 2013 le imprese hanno assunto 991.030 persone, cioè 18.970 persone in meno relativamente all’anno precedente. La curiosità è rappresentata dal fatto che un quarto di tutte le società non ha nessun impiegato è il loro numero l’anno scorso è aumentato di 1.257 unità. Le società senza impiegati sono numerose specialmente nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio, ovvero 9.202, cioè il 35,1 %, poi nell’ industria dove se ne contano 4.504, cioè il 17,2% nonché 2.193 mpresei, cioè l’11,1% nel settore dei servizi innovativi e tecnici. Il loro fatturato totale è cresciuto del 3,2%, e le spese sono risultate minori dell’8,6%. Se ciascuna di queste società registrasse in rapporto di lavoro anche solo il loro socio fondatore, ci sarebbero 20.000 nuovi posti di lavoro.

(danas, 02.09.2014)

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