Rapporto di Amnesty International: “La Serbia glorifica ancora i criminali di guerra”

Nel suo ultimo rapporto, Amnesty International ha avvertito che la glorificazione istituzionale dei criminali di guerra condannati ha messo in ombra il lento perseguimento dei crimini di guerra ancora in sospeso in Serbia.

Il rapporto dell’organizzazione “State of the World’s Human Rights” afferma inoltre che i giornalisti e gli attivisti indipendenti e investigativi hanno dovuto affrontare minacce, diffamazioni e procedimenti civili punitivi.

Il rapporto prosegue affermando che una proposta di legge sugli affari interni minaccia ulteriormente il diritto alla libertà di riunione. Secondo il rapporto, le autorità hanno fatto ampio uso di telecamere a circuito chiuso e di altre forme di sorveglianza intrusiva gestite da aziende statali e private.

Le manifestazioni, in particolare quelle a favore dell’ambiente, sono state sottoposte a pesanti controlli, con i partecipanti spesso sottoposti a un uso della forza non necessario ed eccessivo”, si legge nel rapporto, che cita l’esempio di una polizia antisommossa impiegata per allontanare i manifestanti pacifici che cercavano di fermare l’abbattimento degli alberi a Novi Sad.

“Le autorità hanno regolarmente incaricato società di sicurezza private, a volte in borghese e senza insegne visibili, di “sorvegliare” le proteste, spesso usando la forza in modo illegale”, si legge nel rapporto.

Il rapporto ha rilevato l’uccisione di almeno 27 donne e ha aggiunto che i servizi di assistenza sociale spesso non hanno il personale qualificato per affrontare la violenza domestica e fornire un rifugio di consulenza e assistenza legale. “La definizione di stupro del codice penale, basata sull’uso della forza piuttosto che sulla mancanza di consenso, è incoerente con gli standard internazionali e regionali. Le giornaliste, i difensori dei diritti umani e gli attivisti sono stati spesso minacciati di violenza, sia online che di persona”.

Il rapporto afferma che la legge sulla Social Card ha lasciato alcune persone che vivono in estrema povertà senza alcuna assistenza sociale, indebolendo un sistema di assistenza sociale già inadeguato, che copre meno della metà delle persone che vivono in estrema povertà. La legge ha colpito in modo sproporzionato i Rom e le persone la cui disabilità non è stata riconosciuta, si legge nel rapporto.

(NIN, 24.04.2024)

https://www.nin.rs/drustvo/vesti/48482/amnesti-internesnel-o-ljudskim-pravima-u-srbiji

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