Quanti giovani in Serbia non lavorano e non studiano?

A differenza di Germania, Lussemburgo, Danimarca, Austria e Lituania, che nell’ultimo decennio hanno registrato un aumento del numero di giovani che non lavorano, non studiano e non frequentano corsi di formazione, in Serbia questa percentuale, la cosiddetta percentuale NEET, è in diminuzione. Tuttavia, nonostante il calo, continua a essere superiore a quella registrata in tutti gli altri Paesi dell’UE, ad eccezione della Romania.

Secondo i dati della statistica ufficiale, la quota di giovani tra i 15 e i 24 anni che non sono coinvolti in percorsi di istruzione, occupazione o formazione (la cosiddetta percentuale NEET) in Serbia è pari al 13% nel 2025, come mostrano i dati dell’Istituto Nazionale della Statistica della Serbia. Questa percentuale è pari al 13,4% tra i giovani uomini e al 12,6% tra le giovani donne.

Le percentuali cambiano se si considera la percentuale NEET tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni: in questa fascia d’età, il 15,1% dei giovani non lavora, non studia e non frequenta corsi di formazione. In questo gruppo, le giovani donne sono più numerose degli uomini: la percentuale NEET è del 15,9% tra le donne e del 14,4% tra gli uomini.

Gli ultimi dati disponibili dell’Istituto Nazionale della Statistica, relativi all’Indagine sulla forza lavoro del primo trimestre 2026, mostrano che la percentuale NEET continua a diminuire: nei primi tre mesi del 2026 è scesa al 14,2% per la fascia d’età 15-29 anni e al 12% per quella 15-24 anni.

La situazione nell’UE

Secondo i dati della statistica ufficiale europea, nel 2025 la quota di giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non partecipano a programmi di formazione (NEET: “Not in Education, Employment, or Training”) nell’UE era pari all’11%, in calo rispetto all’11,1% del 2024 e al 15,2% del 2015. “In questo modo, l’UE si avvicina al raggiungimento dell’obiettivo di ridurre entro il 2030 al 9% la percentuale di giovani appartenenti alla categoria NEET, come stabilito dal Pilastro europeo dei diritti sociali”, afferma Eurostat.

La percentuale NEET tra i giovani varia a seconda della fascia d’età. “Tra i più giovani (15-19 anni), appena il 5,3% apparteneva alla categoria NEET, mentre la percentuale era più che doppia tra i giovani di età compresa tra 20 e 24 anni (12,8%) e tra 25 e 29 anni (14,7%)”, rileva Eurostat.

Le percentuali NEET più basse tra i giovani dell’Unione europea sono state registrate nei Paesi Bassi (5,3%), in Svezia (5,9%) e in Slovenia (7,6%). Al contrario, le percentuali più elevate sono state registrate in Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%).

I Paesi della nostra regione si collocano più vicino a questo secondo gruppo. In Serbia, infatti, la percentuale NEET nel 2025, nella fascia d’età 15-29 anni, era pari al 15,1%.

Una quota di giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano a percorsi di formazione superiore a quella della Serbia si registra soltanto nella già citata Romania (19,2%), seguita dalla Bosnia ed Erzegovina, dove un giovane su cinque appartiene a questa categoria (percentuale NEET del 20%), dalla Macedonia del Nord (23,4%) e dalla Turchia, per la quale Eurostat fornisce anch’essa i dati (26,3%).

Per il Montenegro non sono disponibili dati relativi al 2025 nel rapporto di Eurostat, ma secondo l’Istituto di statistica del Montenegro (Monstat), nel 2024 l’indicatore NEET era pari al 16,5%.

In Croazia questa percentuale è del 10,8%, mentre la Slovenia, come già ricordato, è tra i Paesi con la percentuale NEET più bassa, pari al 7,6%.

KOMS: cosa ci dicono i giovani nel 2026

La principale organizzazione giovanile della Serbia (KOMS) ha presentato la scorsa settimana il Rapporto alternativo sulla posizione e le esigenze dei giovani nella Repubblica di Serbia per il 2026. Gli elevati costi della vita sono diventati, secondo il rapporto, il principale problema per i giovani: l’82,6% dei giovani indica gli alti costi della vita come uno dei maggiori problemi dei giovani in Serbia. Seguono la corruzione (76,9%) e la mancanza di democrazia e giustizia (71,3%).

Al contempo, la percezione della disoccupazione come problema è diminuita significativamente: dall’89,1% del 2017 al 35,8% del 2026. Oggi il numero dei giovani disoccupati è pari a 62.437, circa 133.000 in meno rispetto al 2014, si legge nel rapporto.

Per i giovani, il lavoro non è soltanto una questione di occupazione, ma anche di qualità della vita. Sebbene la disoccupazione giovanile sia diminuita, il 55% dei giovani occupati non lavora in una posizione per la quale ha studiato, mentre un ulteriore 11% lavora in una posizione parzialmente collegata al proprio percorso di studi, evidenzia il rapporto.

“Per condurre una vita dignitosa in Serbia, i giovani ritengono più spesso che siano necessari più di 130.000 dinari al mese, mentre lo stipendio medio è inferiore e ammonta a 121.650 dinari. Più di un quarto dei giovani ritiene che non riuscirà mai ad acquistare una casa di proprietà”, emerge dalle opinioni espresse dai giovani nell’ambito della ricerca.

Nel 2015, in Serbia la percentuale NEET era del 24,6%: ciò significa che una persona giovane su quattro, di età compresa tra i 15 e i 29 anni, non era coinvolta in percorsi di istruzione, occupazione o formazione. Oggi questa percentuale è scesa al 15,1%.

Fonte: N1, 24.08.2026

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top