Quali sono i compiti più importanti dello stato per il 2019?

I funzionari statali più alti, i rappresentanti delle province, gli economisti e gli uomini d’affari, hanno analizzato oggi, presso l’Assemblea Nazionale, il contesto economico, il clima degli investimenti e i futuri passi che attendono la Serbia nel prossimo anno.

Il portavoce del Parlamento serbo, Maja Gojkovic, ha affermato che allineare la politica estera della Serbia con le priorità nazionali, promuovere la neutralità militare e avere una crescita economica forte e sostenibile sono i compiti più importanti per il 2019.

Nel suo discorso all’inizio della conferenza parlamentare organizzata da The Economist, la Gojkovic ha sottolineato che, a prescindere dalle grandi, strutturali ed sostanziali difficoltà di fronte ai membri dell’UE, la Serbia rimarrà impegnata nel suo processo di integrazione all’UE.

“Vorremmo anche esprimere la nostra speranza che l’UE riesca as riaffermare la sua politica di allargamento. Le prospettive poco chiare di adesione ai paesi candidati hanno un forte impatto negativo sugli sviluppi nella regione dei Balcani occidentali – principalmente in termini di crescita del nazionalismo e radicalizzazione della scena politica in molti paesi della regione”, ha avvertito la Gojkovic.

Ha aggiunto che l’UE deve sostenere fermamente i principi di base dell’architettura politica europea, le iniziative come il processo di Berlino e gli accordi come il CEFTA.

Per quanto riguarda la situazione nella regione, la Gojkovic ha osservato che, in alcune parti sono rafforzati i processi retrogradi, vale a dire la realizzazione di interessi individuali a spese degli altri e a spese della stabilità e della cooperazione dell’intera regione.

“Inoltre, gli sforzi per imporre soluzioni unilaterali e violente sono, quasi di regola, diretti contro gli interessi della Serbia e del popolo serbo”, ha detto Maja Gojkovic.

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Come una delle questioni chiave da affrontare, la Gojkovic ha citato i problemi con il Kosovo e ha aggiunto che, ultimamente, c’è stata una maggiore comprensione della posizione serba e delle nostre argomentazioni riguardo a questo problema.

Secondo lei, questo è stato dimostrato dal fatto che “molti paesi hanno ritirato il loro riconoscimento del cosiddetto stato del Kosovo e dal fallimeto di Pristina a diventare membro di organizzazioni internazionali come l’UNESCO e l’Interpol”.

“Invece di comprendere i vantaggi del dialogo, Pristina difendendo il secessionismo e la politica dell’atto finale, ricorre ad una politica di intensificazione e di escalation, ovvero ad atti di violenza e provocazioni, di cui l’ultima è l’assurda e discriminatoria tassa del 100% su beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, così come l’annuncio della formazione del cosiddetto “esercito del Kosovo”, entrambi contrari al diritto internazionale e agli accordi regionali”, ha detto  la Gojkovic.

Come ha sottolineato, Pristina mette così in pericolo non solo i serbi in Kosovo, il dialogo tra Belgrado e Pristina, lo sviluppo dei processi d’integrazione della Serbia, ma anche l’intera stabilità regionale.

“In questo contesto, gli inviti aperti e i passi concreti verso l’unificazione dell’Albania e del Kosovo non sono solo una seria minaccia per la stabilità della regione, ma possono persino rivelare la vera verità dietro le attuali mosse di Pristina e di Tirana, ha spiegato la Gojkovic.


Vulin: numerose sfide alla sicurezza per la Serbia nel 2019

“L’anno 2019 sarà difficile per la Serbia, con numerose sfide alla sicurezza”, ha detto il ministro della Difesa serbo, Aleksandar Vulin, aggiungendo che, tra le altre cose, ovviamente le super potenze mondiali chiederanno a piccoli paesi, come la Serbia, di schierarsi da una parte.

“Questo sarà l’anno in cui affronteremo molte sfide alla sicurezza, l’anno in cui verrà creato un esercito, l’anno in cui la crisi dei migranti non crescerà ma non diminuirà nemmeno e l’anno in cui le super potenze mondiali chiederanno alle piccole nazioni, come la Serbia, di schierarsi, anche se il popolo serbo da tempo ha deciso che non sarebbe schierato mai più da nessuna parte”, ha detto Vulin.

Sviluppo di aziende innovative e vincenti

“In futuro, la Serbia sarà in grado di fornire il miglior ambiente possibile per le aziende innovative”, ha affermato il ministro dell’Innovazione e dello Sviluppo tecnologico, Nenad Popovic.

Popovic, ha anche affermato che la Serbia segue da vicino i processi più importnti in Europa e dirige la sua politica di sviluppo verso la creazione di un’industria intelligente che creerà nuovo valore nel mercato globale.

Egli ha parlato del lancio della produzione di vagoni ferroviari a Kragujevac in collaborazione con la Siemens, una delle più rinomate aziende tedesche e mondiali.

“Questa è una grande combinazione di potenziale ingegneristico serbo, grandi condizioni di investimento create dal nostro governo e conoscenze tecnologiche che la Siemens portetà in Serbia”, ha detto Popovic, aggiungendo che ci sono motivi sufficienti per essere soddisfatti poiché sono stati creati nuovi posti di lavoro, specialmente quelli nel settore del hi-tech “intelligente”.

Ha sottolineato inoltre che la Serbia ha potenti risorse educative, dal momento che i suoi ingegneri sono la forza trainante di ogni industria, e che è molto ottimista in questo aspetto. “Posso tranquillamente dire che la Serbia è la principale forza ingegneristica nei Balcani”, ha proseguito Popovic, aggiungendo che la Serbia ha concentrato i suoi programmi di sviluppo sulla conoscenza, l’innovazione e l’industria imprenditoriale innovativa.

Ha anche detto che il futuro della Serbia sta nell’intelligenza artificiale, nella robotica e nella produzione digitalizzata, e che la Serbia comprende l’innovazione come categoria economica.

Popovic ha annunciato che l’attuazione dei programmi di sviluppo dell’innovazione e il rafforzamento delle capacità di innovazione dell’economia e della società serbe continueranno nel 2019, e che il bilancio per l’anno successivo prevede allocazioni più elevate per lo sviluppo della risorsa più preziosa: la conoscenza.

Photo Credits:”Tanjug”

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