Sempre più Paesi introducono o annunciano il divieto dei telefoni cellulari nelle scuole a causa del calo dell’alfabetizzazione, dei risultati scolastici più deboli e dell’aumento della violenza digitale, e a questo gruppo potrebbe presto unirsi anche la Serbia, qualora l’iniziativa del Difensore civico ottenesse sostegno.
Infatti, alla fine di aprile il Difensore civico ha tenuto un secondo ciclo di consultazioni con insegnanti, genitori e studenti in merito alla bozza di legge sul divieto di utilizzo dei telefoni cellulari nelle scuole elementari e superiori, con l’obiettivo di proporre un divieto totale e rigido, applicabile a tutti gli studenti delle scuole elementari e superiori, ad eccezione di coloro che necessitano del telefono per motivi di salute.
Secondo le sue parole, la bozza prevede la necessità di creare le condizioni affinché gli studenti comprendano perché ciò sia positivo per loro e che l’assenza dei telefoni cellulari durante la permanenza a scuola contribuirà alla socializzazione degli studenti e renderà l’insegnamento più efficace.
Secondo quanto riportato dai media, il divieto è concepito in modo tale che gli studenti, all’ingresso a scuola, consegnino i telefoni a una persona autorizzata, mentre i dispositivi consegnati saranno custoditi in uno spazio appositamente predisposto, suddivisi per classi. I telefoni verranno restituiti agli studenti al termine delle lezioni, mentre per coloro che non rispetteranno le regole sono previste anche sanzioni pecuniarie.
Finora si sono svolti due cicli di consultazioni su questo tema, durante i quali il Difensore civico, in qualità di proponente della legge, e i rappresentanti degli studenti, degli insegnanti e dei genitori hanno potuto confrontare le rispettive posizioni.
Qual è la situazione attuale?
Tuttavia, il tema dell’uso dei telefoni cellulari nelle scuole non è nuovo. Ad esempio, alla fine del 2023 l’Istituto per la valutazione della qualità dell’istruzione e dell’educazione ha pubblicato anche le Linee guida per l’utilizzo dei telefoni cellulari.
Resta comunque valido l’obbligo per ogni scuola di adottare un Regolamento sull’uso dei telefoni cellulari, dei dispositivi elettronici e di altri strumenti, documento che deve essere strettamente collegato al Regolamento scolastico sulla responsabilità disciplinare ed educativa degli studenti. “I dispositivi digitali personali non devono essere utilizzati in modo da compromettere l’ambiente educativo o violare i diritti degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico. I telefoni cellulari devono essere spenti e non possono essere utilizzati durante le lezioni senza l’autorizzazione dell’insegnante. Le chiamate (tramite telefono o internet) non possono essere effettuate durante le lezioni. Gli studenti che si trovano in una situazione di emergenza possono contattare casa previa autorizzazione dell’insegnante”, si legge nelle Linee guida.
Milorad Antić del Forum delle scuole superiori afferma, in un’intervista, che loro sono stati da tempo promotori di questa iniziativa e che già in precedenza avevano chiesto il divieto dell’uso dei telefoni cellulari durante le lezioni e le pause scolastiche. Sottolinea che l’obiettivo dell’appello è recuperare l’attenzione degli studenti, ma anche fare in modo che la scuola torni a essere un luogo di apprendimento e rispetto reciproco, e non di dipendenza digitale. “I telefoni cellulari sono vietati nelle scuole in Francia, in Italia e ora anche in Croazia. Gli studenti si occupano più dei contenuti sul telefono che, ad esempio, di socializzare durante l’intervallo. Per questi motivi abbiamo deciso di chiedere il divieto dell’uso dei cellulari. Le ragioni sono: migliori risultati scolastici, maggiore concentrazione e interazione. Una lezione dura 45 minuti ed è importante che gli studenti siano coinvolti nell’attività didattica per tutto il tempo”, afferma.
Dall’altra parte, il professor Aleksandar Markov del Forum EDU dichiara a Euronews Serbia che “con i divieti difficilmente possiamo ottenere qualcosa e raggiungere i risultati che vorremmo. Gli studenti abusano dei telefoni cellulari quando ne hanno l’opportunità, ma se un insegnante ha sufficiente autorevolezza, troverà comunque il modo di impedirne l’abuso. L’autorevolezza dell’insegnante non si regola tramite disposizioni legislative: o una persona è adatta a questo lavoro e sa trovare una soluzione, oppure semplicemente non lo sa fare”, afferma. Secondo lui, viviamo nel XXI secolo, esistono libri di testo digitali e la tecnologia digitale dovrebbe essere sfruttata a fini educativi. Aggiunge inoltre che l’uso dei telefoni cellulari è una questione complessa, poiché gli studenti li utilizzano spesso anche fuori dalla scuola. “Credo che il problema maggiore sia il loro utilizzo fuori dall’ambiente scolastico, soprattutto di notte. Spesso restano svegli fino a tarda ora usando il telefono. Questa è una questione educativa. Se la famiglia svolge davvero il proprio ruolo, allora i telefoni a scuola rappresenteranno il problema minore, insieme a un buon pedagogo”, conclude.
(Euronews, 11.05.2026)
https://www.euronews.rs/srbija/drustvo/222241/digitalni-detoks-ili-kontrola-kakve-rezultate-bi-dala-potpuna-zabrana-upotrebe-mobilnih-telefona-u-skoli/vest
