Quale vacanza per i cittadini serbi?

Circa un milione di cittadini serbi, quanti vanno in Grecia ogni anno, sembrano aspettare (invano) oggi affinché la Grecia “riveda” la decisione di inizio luglio, quando a loro era stato completamente vietato l’ingresso nel Paese. Secondo fonti non ufficiali, la Grecia infatti estenderà il divieto d’ingresso per i cittadini serbi anche dopo il 15 luglio, almeno fino al 1° agosto, il che significa che i cittadini del Paese balcanico non saranno in grado di entrare in Grecia neanche dopo un test PCR negativo.

A giudicare dalla situazione sempre più difficile, con l’epidemia da coronavirus in aumento, ci sono poche possibilità che la Grecia cambi la sua decisione, e se lo farà il test PCR negativo dovrà essere “non più vecchio di 72 ore” all’arrivo al confine; una cosa impossibile visto che molti aspettano i risultati dei test per più di una settimana.

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Pertanto, dove possono andare i cittadini serbi al mare o all’estero?

L’altro ieri, il governo croato ha deciso che i cittadini serbi che viaggiano in Croazia dovranno trascorrere due settimane in quarantena dopo essere entrati nel Paese. I cittadini della Serbia possono anche entrare con un test PCR negativo, ma “non più vecchio di 48 ore (contando dal momento in cui si è portato il tampone all’arrivo al valico di frontiera)”. Questo, ancora una volta, è praticamente impossibile per i cittadini della Serbia, che aspettano il risultato del test anche per una settimana.

Questa misura non si applica agli operatori sanitari e ai ricercatori, ai vettori e passeggeri in transito.

Anche l’Ungheria ha rafforzato le misure, quindi da mercoledì i cittadini della Serbia possono entrare solo dopo una visita medica e solo con la quarantena.

Durante il fine settimana, l’Italia, uno dei Paesi più colpiti dal coronavirus, ha introdotto una quarantena obbligatoria di due settimane per i cittadini serbi che entrano nel Paese.

La BBC ha riferito venerdì l’annuncio del governo britannico che la Serbia è stata rimossa dall’elenco dei Paesi i cui cittadini non devono andare in quarantena all’arrivo in Gran Bretagna, a causa dell’aumento dei casi di Covid-19.

Venerdì, la Macedonia del Nord, che è stata colpita duramente da nuovi focolai di coronavirus, ha affermato che i cittadini di Serbia, Montenegro, Bosnia e Kosovo devono sottoporsi a un test PCR negativo per entrare (non più vecchio di 72 ore), tranne che per un periodo di transito massimo di 5 ore.

Inoltre, tutte le persone che entrano in Romania dalla Serbia, indipendentemente dalla cittadinanza, sono obbligate a rispettare la misura restrittiva di 14 giorni di isolamento a casa.

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha avvertito venerdì i cittadini austriaci di non recarsi nei Balcani occidentali e di non pagare per i test COVID-19 lì, “perché ci sono sempre più casi di infezione su base giornaliera, le cui origini possono essere collegate ai Balcani occidentali”, ha detto Kurz.

Allo stesso tempo, Sebastian Kurz ha messo in dubbio la validità dei test (più economici) per il COVID-19 nelle destinazioni di vacanza nei Balcani occidentali, che consentono ai cittadini austriaci di spostarsi liberamente dopo il ritorno in Austria. A tal proposito, il 1° luglio l’Austria ha annunciato che, nonostante le raccomandazioni del Consiglio dell’UE sull’apertura delle frontiere, non aprirà le sue frontiere ai cittadini dei Balcani occidentali, ad eccezione dei suoi cittadini.

Il Montenegro non ha mai riaperto i suoi confini alla Serbia.

Dopo aver aperto i confini il 1° luglio, i Paesi Bassi invece li hanno richiusi giovedì 8 luglio per i turisti provenienti dalla Serbia e dal Montenegro.

Il confine bulgaro è ancora aperto ai cittadini serbi senza alcuna restrizione.

Inoltre, l’Albania non richiede l’autoisolamento o il test PCR negativo, quindi i cittadini della Serbia possono andare in Albania al mare.

Allo stesso modo, il confine con la Bosnia ed Erzegovina è ancora aperto, quindi i cittadini della Serbia possono andare a Neum fino al mare, senza alcuna restrizione.

In aereo, si può anche andare in Turchia o in Spagna, che sono a loro volta aperte senza restrizioni.

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