Putin concede un ottimo prezzo del gas e in cambio riceve l’appalto per le ferrovie di Belgrado?

“Abbiamo ottenuto un prezzo incredibile per il gas”, ha dichiarato trionfante il Presidente serbo Aleksandar Vucic giorni fa dopo l’incontro con il Presidente russo Vladimir Putin nella località russa di Sochi; il prezzo per la consegna del gas in Serbia nei prossimi sei mesi sarà allo stesso prezzo di prima, 270 dollari per 1.000 metri cubi, cifra leggermente inferiore ai 300 dollari che “Gazprom” intende far pagare al resto d’Europa.

Negli ultimi due o tre giorni, l’opinione pubblica in Serbia ha discusso se questo sia un grande successo del Presidente, il risultato delle relazioni fraterne tra i due Paesi o una concessione politica da parte russa. Forse la verità è molto meno romantica e più pragmatica e la spiegazione risiede nella dichiarazione del vicesindaco di Belgrado, Goran Vesić, secondo cui Putin e Vučić hanno concordato che saranno le società russe a costruire le ferrovie urbane e suburbane di Belgrado.

L’accordo è comunque più vecchio e l’indicazione è nella legge di bilancio adottata la scorsa settimana, in cui nella parte del budget che si riferisce ai prestiti di progetto, esiste la possibilità di un prestito dalla Federazione Russa di 2,05 miliardi di euro. Una parte minore, 750 milioni di euro, si riferisce alla seconda fase dell’ammodernamento della ferrovia, mentre la parte maggiore di 1,3 miliardi di euro si riferisce al prestito per lo sviluppo della ferrovia di Belgrado, il progetto “Beogradski Dijametri”.

Per quanto riguarda questo progetto, ci sono poche possibilità che lo Stato prenda in prestito l’importo l’anno prossimo, poiché finora non è apparso nei documenti ufficiali, e solo quando i progetti e gli studi di fattibilità saranno completati si potrà usare, sebbene sembra che sia già noto chi lo realizzerà. Anche l’economista Sasa Djogovic ritiene che il prezzo del gas sia stato stabilito secondo un interesse:

“Nessuno regala niente per niente. Tutti cercano un servizio, politico o economico. Possiamo ipotizzare se in questo caso si tratti dell’ammodernamento della ferrovia cittadina o altro. Una cosa è certa, per questo progetto non è stato bandito alcun concorso, non c’è stato un bando pubblico dove si potesse determinare il giusto prezzo delle opere e dove si potessero scegliere gli appaltatori. In società come le nostre, compresa quella russa, c’è sempre il sospetto di corruzione. Quando si fa affari in questo modo, i prezzi possono essere negoziati in segreto e gruppi o individui possono trarne profitto. D’altra parte, ciò potrebbe significare che lo Stato si indebiterà forse anche più di quanto avrebbe dovuto se ci fosse stata davvero una gara d’appalto”, osserva Djogovic.

https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/rusi-nama-gas-mi-njima-zeleznicu/

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