Proteste per la gestione del COVID-19: scontri e arresti nella notte

Poco dopo l’annuncio del Presidente della Repubblica Aleksandar Vucic che imponeva il coprifuoco da venerdì alle 17 a lunedì alle 5 del mattino, sempre più persone hanno iniziato a raccogliersi davanti all’edificio del parlamento, in piazza Nikola Pasic a Belgrado, fino a arrivare a contare circa 5.000 manifestanti. All’origine della protesta l’incoerenza del governo che prima e dopo le elezioni del 16 giugno ha rilassato i provvedimenti per il controllo ella diffusione del coronavirus per poi arrivare a introdurre di nuovo il coprifuoco a seguito dei drammatici numeri dei contagiati registrati nelle ultime settimane.

Attorno alle 21 sono iniziati gli scontri con le forze dell’ordine e alle 22.15 un gruppo di manifestanti è riuscito a sfondare il portone principale dell’istituzione a entrare nell’edificio. L’ex ministro degli esteri ed ex segretario generale dell’ONU Vuk Jeremic, oggi a capo del Partito Popolare all’opposizione, è arrivato con alcuni suoi collaboratori sulle scale che portano al Parlamento ed è stato aggredito e cacciato via dai manifestanti. Anche l’ex deputato di Dveri Srdjan Nogo è stato invitato dai manifestanti ad andarsene.

A questo link si può assistere alla cronaca video della notte di proteste: https://youtu.be/qM6W2Tmlcsg

La violenta reazione della polizia ha espulso i manifestanti dal Parlamento e l’uso massiccio di gas lacrimogeni ha consentito di sgomberare la piazza attorno alle 23.30. I dimostranti si sono dunque diretti verso la sede della televisione di Stato in via Takovska dove gli scontri sono proseguiti fino alle 2.

Si contano decine di arresti e feriti: i manifestanti hanno lanciato pietre all’indirizzo delle forze dell’ordine e divelto segnali stradali da usare arieti contro i poliziotti a cavallo, alcuni dei quali sono stati disarcionati e picchiati. Incendiati anche vari veicoli della polizia e cassoni per la raccolta dei rifiuti.

Solo l’arrivo delle forze speciali verso l’una di notte ha consentito di riportare la situazione sotto controllo dopo almeno un’altra ora di scontri molto violenti.

L’analista politico Djordje Vukadinovic ha dichiarato che la reazione della polizia è stata tra le più brutali mai viste negli ultimi anni. “E’ indubbio che ci sono stati atti di violenza da parte dei manifestanti, ma una reazione così violenta non si vedeva forse da decenni, Probabilmente si voleva compensare l’iniziale impreparazione che ha consentito ai manifestanti di incendiare e danneggiare molti veicoli della polizia. Vi è stato un gran numero di poliziotti in borghese che hanno attaccato i manifestanti per poi sottoporli ad arresto”. Il Centro per i diritti umani di Belgrado ha condannato le azioni della polizia.

Il capo della polizia Vladimir Rebic è stato intervistato in diretta negli studi della RTS mentre gli scontri erano ancora in corso a pochi metri di distanza dall’edificio della televisione di Stato: “Non consentiremo atti vandalici per le strade e contro gli edifici pubblici. Attorno alle dieci di sera si è verificato l’assalto al Parlamento ed è evidente che il numero di forze dell’ordine presenti non era sufficiente a controllare la situazione. All’arrivo dei rinforzi la sede del Parlamento è stata liberata e tra gli arrestati abbiamo registrato anche il nome di Danijel Knezevic, che con l’ex deputato Srdjan Nogo è uno degli organizzatori dell’assalto al Parlamento.  Dei circa 5.000 partecipanti alla protesta, solo duecento hanno promosso la violenza. Prego i cittadini tutti di ridurre la tensione in questi frangenti particolari dovuti al coronavirus e a dimostrare umanità. Da parte nostra non consentiremo il diffondersi dell’anarchia”. Rebic ha confermato che ci sono state proteste anche a Novi Sad e Kragujevac.

 

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