La pausa pasquale non spegne la protesta: studenti ancora in piazza in Serbia

Il 18 aprile gli studenti serbi hanno ripreso le manifestazioni di protesta contro l’elezione alla presidenza del Primo Ministro Aleksandar Vucic, sostenendo che le elezioni sono state segnate da gravi irregolarità, dall’imbavagliamento dei media, all’intimidazione degli elettori, allo scambio di tangenti.

Le manifestazioni di protesta sono state organizzate su base giornaliera a partire dal giorno successivo le elezioni, ma avevano subito uno stop durante il weekend di Pasqua.

La vittoria elettorale al primo turno il 2 aprile per il quarantaseienne Vucic conferisce al Partito progressista serbo, di cui è leader, controllo sulla totalità del processo legislativo e di governo.

Alcuni critici hanno avvertito che una tale concentrazione di potere potrebbe spingere il paese balcanico nuovamente verso l’autocrazia simboleggiata dall’ex leader Slobodan Milosevic durante il suo decennio al potere.

Un tempo ultranazionalista, Vucic ha solidificato la sua presa sul potere reinventando se stesso come un riformatore impegnato a traghettare la Serbia verso l’adesione all’Unione europea e rafforzando la posizione del suo partito attraverso le urne, vincendo per due volte elezioni anticipate dal 2014.

Anche se un tempo Vucic osteggiava il processo di integrazione con l’UE, ora è strenuamente impegnato a preparare il paese ed i suoi 7,3 milioni di abitanti per l’adesione all’UE entro il 2019.

I manifestanti, tuttavia, sostengono che Vucic e il suo Partito Progressista Serbo sono corrotti e hanno truccato le elezioni.

“Le proteste riprenderanno da martedì e dureranno, in vari modi, fino a quando avremo una società senza paura”: questo il contenuto del comunicato inviato ai media dall’indirizzo email “protestprotivdiktature2017” ( “protesta contro la dittatura 2017”), secondo quanto aveva riportato Tanjug lunedì.

Secondo il comunicato, inoltre, i manifestanti starebbero attivamente lavorando sul collegamento con i vari attori sociali, operatori, educatori, sindacati, individui e organizzazioni, con “tutti coloro che sono consapevoli del fatto che questa lotta durerà più a lungo di due settimane, e che proseguirà, in modi diversi, fino a quando avremo una società in cui l’uomo comune non si farà intimidire da un autorità aggressiva e manipolatrice”.

“Siamo consapevoli del fatto che Aleksandar Vulin ha annuncia il licenziamento di dirigenti RTS per le notizie concernenti la protesta come un conflitto all’interno della famiglia, e sottolineiamo che non stiamo lottando per consentire la rotazione del personale in una posizione di tale responsabilità per rendere il servizio pubblico una versione meno volgare e apparentemente professionale del tabloid Informer”, specifica inoltre la nota.

(RFE/RL, 18.04.2017)

http://www.rferl.org/a/28437586.html

Serbia: “Protests to continue until we have society without fear”

foto di copertina: http://www.istinomer.rs/video/563/Protesti-protiv-diktature-Aleksandre-Vucicu-nisi-ti-za-nas 

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