Protesta per le distruzioni a Sava Mala

La manifestazione di protesta “Le maschere sono cadute”, organizzata contro le distruzioni misteriose di edifici nella zona di Sava Mala, si è tenuta ieri tra il Parlamento e via Nemanjina e conclusa attorno alle 20.

Protest-Sava-Mala

La notte tra il 24 e il 25 aprile decine di uomini col volto nascosto da passamontagna, berretti e sciarpe hanno distrutto, anche con l’aiuto di escavatori, vari edifici privati nella zona Sava Mala, esattamente in via Herzegovacka, tra cui il ristorante Savski Express e gli immobili delle società Iskra e Peroni Transport.

SAVAMALA-Rusenje

La manifestazione è stata organizzata dal movimento di protesta “Ne da(vi)mo Beograd” (“Non affondiamo/cediamo Belgrado”) e il messaggio principale è stato “Questi fatti non passeranno sotto silenzio”. Gli organizzatori hanno sottolineato che quanto accaduto la notte del 25 aprile sono atti di violenza e hanno fortemente criticato le autorità per come non hanno reagito. Il rappresentante del movimento “Ne da(vi)mo Beograd Radomir Lazovic ha dichiarato che la gente ha partecipato numerosa perché “non siamo stupidi, non siamo pazzi e vediamo cosa sta accadendo nel nostro paese. Egli ha aggiunto che gli uomini mascherati che hanno operato le distruzioni nel corso della notte elettorale non intendevano nascondersi ma intimidire ma non ci sono riusciti: “Siamo qui e diciamo loro che quanto hanno fatto non passerà sotto silenzio. Hanno avuto buon gioco a intidire la polizia che dovrebbe difendere i cittadini e che invece ha dato mano libera alle loro violenze. Loro rubano, mentono, abusano e tutti vedono e sanno”, ha detto Lazovic.

IMG_20160512_100035Il rappresentante del movimento Dobrica Veselinović ha detto che sempre più persone si avvicinano ad esso e di questo le autorità hanno paura: “Ci temono, sanno che abbiamo forza noi e non loro. Dalla loro hanno la violenza, dalla nostra ci sono i numeri”, ha detto Veselinovic, sottolineando che la protesta ha dato voce ai cittadini contro le menzogne e le ruberie. I manifestanti hanno lanciato rotoli di carta igienica in direzione del municipio di Belgrado perché: “le loro bugie puzzano e sappiamo chi sono le persone dietro gli uomini incappucciati”. I manifestanti richiedono le dimissioni del ministro della polizia Nebojsa Stefanovic, del Sindaco di Belgrado Sinisa Mali e del capo della polizia di Belgrado Nikola Ristic. Dopo essersi aggregati di fronte al Parlamento il corteo è giutno fino alla sede del governo. 

Veselinovic ha detto che la richiesta di dimissioni ha validità 14 giorni, dopo i quali si tornerà di nuovo a protestare. I manifestanti, molti con il volto coperto da passamontagna, hanno urlato vari slogan quali “Oggi sava Mala, domani casa tua” “Questo escavatore è piccolo” (NdT: il cognome del Sindaco di Belgrado, Mali, in serbo significa Piccolo).

Alla protesta hanno partecipato vari esponenti dei partiti di opposizione e personalità pubbliche.

Il primo ministro Aleksandar Vucic ha dichiarato in merito alle distruzioni che si tratta di cose che non possono essere consentite su cui le autorità competenti stanno indagando. “Esiste la legge e alla luce del sole si deve verificare chi ha le licenze in accordo con la legge ma nessuno può farsi giustizia da solo. Questi atti li mette in pratica lo Stato e non gruppi di persone incappucciate e con le targe delle auto nascoste. Non siamo tornati ai tempi di Bata Trlaja e Arkan: dato che questi due stavano con un altro partito, non vi ricordate che allora non eravate abbastanza forti da fare domande, mentre oggi, quando da tempo questi due sono morti, queste cose non accadono in Serbia. Quando 150 incappucciati in una precedente situazione hanno gridato “Vucic frocio” per voi era tutto regolare”, ha detto Vucic rivolto ai giornalisti in conferenza stampa. 

Vucic ha aggiunto che: “sono certo che lo Stato non è dietro queste distruzioni e chi lo afferma è un idiota che dovrà rispondere di questo. Se avessi partecipato di persona, con coraggio e orgoglio avrei detto: “Fate tutto questo perché costruiremo qualcosa di migliore e più bello”.  Chi ha messo in atto tutto ciò, di certo non è normale. Non capisco perché non ha portato un cingolato con una sfera di acciaio e non ha distrutto tutto e così avrebbe ottenuto il mio applauso. “Super, hai distrutto una discarica che altri avevano realizzato per realizzare una strada che sarà tra le più belle di Belgrado”.

(N1, KRIK, 11.05.2016)

 

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