Pronta la resa dei conti con gli omicidi degli anni Novanta?

Mentre il Ministro della Giustizia Selakovic dichiara che il futuro Governo si sta già preparando ad affrontare il tema, i media locali annunciano che dietro ai casi irrisolti c’era Slobodan Milosevic. La società civile si mostra però scettica sulla reale volontà di fare chiarezza.

In un’intervista all’emittente Pink, Selakovic ha sottolineato che negli ultimi tempi sono stati fatti passi avanti e che i progressi nel caso Curuvija dimostrano che lo Stato e il SNS sono pronti a fare i conti con i vari omicidi che hanno segnato la vita pubblica del Paese. Il Ministro si è detto convinto che nel prossimo futuro la Serbia avrà la forza di dimostrare di essere uno stato di diritto. Sul coinvolgimento di Milosevic come mandante degli omicidi, Selakovic si è limitato a dire che il fatto che l’ex dittatore sia morto non può far pensare che chi ha partecipato a tali delitti possa ritenersi al sicuro; sui documenti dell’amministrazione Clinton che potrebbero aiutare a fare luce sui fatti, Selakovic ha detto che ogni prova interessa gli inquirenti.

Il ruolo di Milosevic

Riguardo al ruolo di Milosevic nei crimini di quel periodo, i media serbi in questi giorni hanno pubblicato la notizia che i risultati delle indagini condurrebbero seriamente alla conclusione che il possibile mandante di alcuni omicidi sia personalmente stato l’ex Presidente; sarebbero in corso le verifiche di tali ipotesi, dopo le quali ci si attende una dichiarazione ufficiale degli organi d’investigazione. Le speculazioni odierne hanno riguardato gli omicidi del famigerato Arkan (all’anagrafe Zeljko Raznatovic, il leader criminale che ha fondato il gruppo paramilitare delle “Tigri”), il direttore della JAT Zika Petrovic, il segretario del movimento di sinistra JUL Zoran Todorovic e altri.

Lo scetticismo della società civile

Esponenti della società civile mostrano però di non credere molto alla bontà della notizia. Intervistato dall’agenzia Tanjug, l’avvocato Rajko Danilovic ha detto che si tratta di omicidi di cui “sappiamo già tutto” e sui quali si hanno varie informazioni, ma non prove. Danilovic ritiene però che le nuove indagini potrebbero far luce sulle azioni del regime di Milosevic, visto che – con il progressivo avvicinamento della Serbia all’Europa – non c’è più possibilità di rimandare la resa dei conti. Veran Matic, presidente della Commissione per le indagini sugli omicidi dei giornalisti, parla addirittura di “fantascienza”, vista la fonte dell’informazione [Pink è un’emittente incline al populismo e negli ultimi mesi si è dimostrata molto vicina alle posizioni del SNS, avendo varie volte attaccato Dragan Djilas, ndr.] e per il fatto che non vi sono nuove indagini di rilievo in quella direzione. D’altra parte Vuk Draskovic – ex Ministro, avversario politico di Milosevic e leader del SPO (Movimento per il rinnovamento serbo) – ha dichiarato sempre a Tanjug che dietro a quegli omicidi c’era proprio l’ex Presidente e che è un bene che ci sia la ferma volontà di scovare i colpevoli.

(RTS, 31.03.2014)

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