Procura: il 15 marzo una “reazione a catena di panico” alla protesta, non un cannone sonico

La Procura superiore ha dichiarato che il 15 marzo 2025 non è stata utilizzata un’arma acustica durante la protesta a Belgrado.

La Procura superiore di Belgrado (VJT) ha dichiarato che, sulla base di un “esame approfondito delle prove raccolte”, ha accertato che il 15 marzo 2025, durante la protesta studentesca, lungo il tratto da Terazije, per tutta la via Kralja Milana fino a piazza Slavija, si è verificata una “reazione a catena di panico nel movimento dei cittadini”.

La Procura afferma che la causa di tale movimento non è stata l’utilizzo del cosiddetto “cannone sonico”, né di alcun dispositivo analogo, e annuncia inoltre l’avvio di procedimenti penali nei confronti di tutti coloro che hanno “deliberatamente causato e contribuito alla diffusione di informazioni false”.

Il Presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato il 12 settembre che la vicenda del cannone sonoro è una “menzogna ordinaria” e che il suono presente in una registrazione pubblicata sui social network dopo la protesta studentesca è stato “aggiunto successivamente”. Vučić ha annunciato che le prove sarebbero state presentate nei giorni successivi, durante un sopralluogo ai lavori di costruzione della superstrada “Vožd Karađorđe”, nei pressi di Mladenovac.

Cosa emerge dall’analisi della Procura

La Procura ha dichiarato di aver condotto, in collaborazione con altre autorità statali, un’analisi dettagliata di tutti gli eventi, i dati, i fatti, le testimonianze e le prove rilevanti relativi al presunto utilizzo di un “cannone sonico” durante la manifestazione pubblica non autorizzata del 15 marzo 2025 a Belgrado. Le prove raccolte, hanno affermato, fanno sorgere il sospetto che nell’opinione pubblica, “da parte di determinate persone”, sia avvenuta una “diffusione deliberata e premeditata di disinformazione” sul presunto utilizzo del cosiddetto “cannone sonico” o di un altro dispositivo analogo.

“Persone non identificate hanno modificato le registrazioni audio e video originali effettuate durante i quindici minuti di silenzio e le hanno successivamente pubblicate così modificate, facendo in modo che le registrazioni elaborate contenessero uno specifico “boato” che induce i cittadini a pensare che sia stato effettivamente utilizzato un dispositivo in grado di produrre tale suono, e che tali azioni abbiano portato alla diffusione del panico e all’allarme nell’opinione pubblica per diversi mesi”, sostiene la VJT.

La Procura ha accertato, si legge nel comunicato, che il 15 marzo 2025 né in via Kralja Milana né in alcun altro luogo in cui si è svolta la protesta è stato utilizzato un “cannone sonico”, ovvero un dispositivo acustico del tipo LRAD, né alcun altro mezzo con caratteristiche analoghe.

A confermarlo sono le comunicazioni e le dichiarazioni dell’Agenzia per la sicurezza e l’informazione (BIA), del Ministero della Difesa e del Ministero dell’Interno, nonché del produttore di tale dispositivo, la società “Genasys”, in un comunicato del 20 marzo 2025.

“Dall’analisi è emerso, tra le altre cose, che la causa del movimento a catena dei partecipanti alla manifestazione ha avuto origine innanzitutto davanti all’Assemblea nazionale, a seguito della decisione improvvisa degli steward di attivare il “protocollo di ritirata”, che ha portato poco dopo anche al repentino spostamento dei cittadini dalla parte centrale della carreggiata nei luoghi sopra menzionati”, sostiene la VJT.

Il momento chiave è stato quando gli studenti incaricati del servizio d’ordine si sono tolti i giubbotti e hanno iniziato a correre verso le facciate degli edifici.

Utilizzando il software “Sonic Visualiser”, sono state confrontate le registrazioni nelle quali si sente lo strano “boato” con una registrazione video identica pubblicata su diversi account Facebook, nella quale si sentono “esclusivamente il suono dei fischietti e il movimento dei cittadini, in assenza di qualsiasi suono insolito, come il “boato””.

“Alla luce delle prove sopra indicate, delle dichiarazioni rese dai cittadini presso la Procura superiore di primo grado di Belgrado e alla polizia, dei loro referti medici, nonché del contenuto delle registrazioni video della manifestazione presenti agli atti, è stato accertato che i disturbi di salute segnalati dai cittadini alle strutture sanitarie dopo l’evento in questione non possono essere attribuiti alle conseguenze del presunto utilizzo del cosiddetto “cannone sonoro” o di dispositivi con caratteristiche analoghe”, ha valutato la Procura.

Tutto indica che i disturbi di salute segnalati siano conseguenze tipiche di assembramenti di grandi dimensioni, si aggiunge.

Più di 150 persone si sono rivolte alla Procura, 113 delle quali hanno presentato un referto medico relativo alle lesioni, mentre alla protesta erano presenti diverse decine di migliaia di persone.

“Se fosse stato effettivamente utilizzato un cannone sonico, le conseguenze sarebbero state avvertite da tutti i presenti sul luogo dell’evento”, afferma la VJT.

La Procura afferma che è stato accertato che nessuno degli studenti incaricati del servizio d’ordine né alcun agente di polizia presente sul posto per garantire la sicurezza della manifestazione ha segnalato disturbi alle strutture sanitarie dopo la protesta, cosa che “sarebbe ragionevole aspettarsi”, dal momento che si trovavano praticamente al centro di tutti gli eventi.

In conclusione, la Procura ha valutato come inesatte le dichiarazioni dei firmatari delle denunce penali, gli articoli pubblicati da alcuni media e le dichiarazioni di altre persone riguardo al presunto utilizzo del cosiddetto “cannone sonico”.

“Poiché è stato accertato che tali dispositivi non sono stati utilizzati e che, di conseguenza, nessuna persona può assumere la qualità di indagato a causa del loro utilizzo, venendo meno automaticamente anche il danno che il loro utilizzo potrebbe eventualmente provocare, e poiché non sussistono pertanto gli elementi costitutivi di alcun reato perseguibile d’ufficio, la Procura ha concluso che non vi sono i presupposti per avviare un procedimento penale nei confronti di alcuna persona in relazione al presunto utilizzo del cosiddetto “cannone sonico” o di un altro dispositivo analogo”, ha dichiarato la VJT.

Secondo la Procura, la vicenda ha inoltre provocato allarme e coinvolto la comunità internazionale, che ha a sua volta impiegato risorse per verificare se in Serbia fosse stato effettivamente utilizzato un dispositivo di questo tipo. Per questo motivo, la Procura ha annunciato innanzitutto l’identificazione e successivamente il “perseguimento penale di tutti coloro che hanno deliberatamente causato e contribuito alla diffusione di queste informazioni false”.

Cosa è accaduto il 15 marzo

Durante i 16 minuti di silenzio della protesta del 15 marzo 2025, secondo quanto riferito dai testimoni, si è udito uno strano suono, provocando la divisione in due gruppi della folla che si trovava in via Kralja Milana, nel centro di Belgrado. Il giorno dopo l’evento, tutti parlavano dell’improvvisa interruzione del silenzio e ci si chiedeva se fosse stato utilizzato un “cannone sonico”.

Si trattava del più grande raduno delle manifestazioni durate diversi mesi, durante le quali si chiedeva di accertare le responsabilità per il crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad il 1° novembre 2024, nel quale sono morte 16 persone e una ragazza è rimasta gravemente ferita.

I rappresentanti delle autorità avevano inizialmente sostenuto di non possedere un cannone sonico, per poi mostrarne uno al pubblico. Hanno costantemente respinto le accuse dell’opposizione e dei rappresentanti del movimento studentesco secondo cui le strutture statali avrebbero utilizzato un’arma acustica contro i manifestanti.

“Si è trattato di un attacco premeditato e organizzato contro lo Stato, con l’obiettivo di provocare una totale instabilità e il rovesciamento violento dell’ordine costituzionale”, aveva dichiarato all’epoca il Presidente serbo Aleksandar Vučić.

Il Partito della Libertà e della Giustizia (SSP), all’opposizione, ha presentato una denuncia penale contro i funzionari responsabili “per l’utilizzo di un’arma acustica illegale contro cittadini pacifici” durante la protesta del 15 marzo a Belgrado, hanno reso noto i rappresentanti del partito.

La Procura superiore di primo grado di Belgrado è stata l’unica a condurre l’indagine sul “cannone sonoro”, dopo che in precedenza la Procura per la criminalità organizzata (TOK) si era ritirata dal procedimento.

Fonte: naslovi.net, BCC, 13.09.2026

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