La privatizzazione del “Porto di Novi Sad” può rallentare l’esportazione?

L’annuncio della privatizzazione del “Porto di Novi Sad” ha causato una sorpresa nel team gestionale della società, siccome negli ultimi due anni, questo unico porto nazionale stava ottenendo buoni risultati e alla gestione non vi sono stati segnali, ufficiali e non ufficiali, sul possibile passaggio di proprietà.

Il direttore del “Porto di Novi Sad”, Aleksandar Milovancev, ha dichiarato che non può ancora dare nessun commento e che non è riuscito a entrare in contatto con il Ministero dell’Economia, il quale martedì ha pubblicato una lettera di intenti e ha invitato gli investitori a presentare le offerte entro il 30 marzo, insieme al modello di vendita proposto, al programma di investimenti e il business plan.

Milovancev ha ricordato che sono già stati due tentativi di privatizzare del “Porto di Novi Sad”, nel 2004 e nel 2008. “Il porto è stato protetto dalla privatizzazione il 29 gennaio 2014 e tre mesi dopo, il 14 aprile dello stesso anno, l’Agenzia di privatizzazione ha adottato la decisione di sospendere la trasformazione dell’assetto proprietario. Questo è il motivo per cui siamo spiacevolmente sorpresi perché non abbiamo ricevuto la notifica che la vendita è ancora in programma e che la delibera che abbiamo non è più valida”, egli ha aggiunto.

L’anno scorso, nel porto sono state caricate più di un milione di tonnellate di merci. “Tra il 30 e il 40% del totale delle esportazioni del grano passa attraverso il porto di Novi Sad. Se la società cambia proprietario e diventa privata, sarà in grado di fermare l’esportazione e il potenziale acquirente viene messo in una posizione di monopolio”, viene affermato dal direttore, il quale ha menzionato che negli ultimi due anni sono stati investiti circa 140 milioni di dinari nel miglioramento delle attrezzature portuali, autofinanziati dai propri fondi della società.

“Il “Porto di Novi Sad” è la base per la “Lear”, la società americana che opera nel settore automobilistico e produce coprisedili e cavi elettrici, la quale ha affitato circa 10.000 metri quadrati di parcheggio portuale per la formazione dei lavoratori”, viene detto da Milovancev.

Come menziona “Dnevnik”, “Lear”, dovrebbe iniziare la produzione a novembre di quest’anno nella zona industriale “Sever 4” e impiegare più di 2.000 persone, che per la città Novi Sad è della massima importanza a causa dell’alta disoccupazione e della scarsa attività economica.

(Dnevnik, 03.03.2016)

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